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Una storia da raccontare
senza pregiudizi

· Il Papa ai partecipanti a un convegno sulla riforma di Lutero ·

«Superare quel clima di mutua sfiducia e rivalità che per troppo tempo ha caratterizzato i rapporti tra cattolici e protestanti» attraverso «approfondimenti seri sulla figura di Lutero»: è quanto ha chiesto Papa Francesco ai partecipanti al convegno organizzato dal Pontificio comitato di scienze storiche in occasione del quinto centenario dell’inizio della riforma.

Ricevendoli in udienza nella mattina di venerdì 31 marzo, nella Sala Clementina, il Pontefice ha lodato l’iniziativa, che — ha detto — permette di toccare davvero «con mano i frutti dell’azione dello Spirito Santo», la quale «sorpassa ogni barriera e trasforma i conflitti in occasioni di crescita nella comunione». E del resto, ha ricordato, «Dal conflitto alla comunione è proprio il titolo del documento della Commissione luterana-cattolica romana in vista della commemorazione comune» dell’anniversario.

In proposito il Papa non ha mancato di sottolineare come «lo studio attento e rigoroso, libero da pregiudizi e polemiche ideologiche», consenta «alle Chiese, oggi in dialogo, di discernere e assumere quanto di positivo e legittimo vi è stato nella Riforma, e di prendere le distanze da errori, esagerazioni e fallimenti, riconoscendo i peccati che avevano portato alla divisione».

Certo, Francesco si è detto consapevole «che il passato non può essere cambiato». Eppure nonostante ciò «oggi, dopo cinquanta anni di dialogo ecumenico» tra le due parti, è finalmente «possibile compiere una purificazione della memoria, che non consiste nel realizzare un’inattuabile correzione di quanto è accaduto cinquecento anni fa, bensì nel “raccontare questa storia in modo diverso”, senza più tracce di quel rancore per le ferite subite che deforma la visione che abbiamo gli uni degli altri».

Da qui l’invito conclusivo del Papa, che ha esortato cattolici e protestanti a liberarsi «da pregiudizi verso la fede che gli altri professano con un accento e un linguaggio diverso», a scambiarsi «vicendevolmente il perdono» e a invocare insieme il dono della riconciliazione e dell’unità».

Il discorso del Papa 

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