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​Una spirale di violenza
che allontana la pace

· Preoccupazione e dolore del Papa per l’acuirsi delle tensioni in Terra santa e in Medio oriente ·

«Guerra chiama guerra, violenza chiama violenza». Preoccupato e addolorato «per l’acuirsi delle tensioni in Terra santa e in Medio oriente», il Papa ha lanciato un nuovo appello per fermare «la spirale di violenza che allontana sempre più dalla via della pace, del dialogo e dei negoziati».

I funerali della neonata rimasta uccisa al confine tra la Striscia di Gaza e Israele (Afp)

Al termine dell’udienza generale di mercoledì 16 maggio, in piazza San Pietro, il Pontefice ha assicurato la sua vicinanza «con la preghiera e l’affetto a tutti coloro che soffrono», esprimendo «grande dolore per i morti e i feriti» provocati dagli scontri di questi giorni. «Ribadisco che non è mai l’uso della violenza che porta alla pace» ha scandito con forza Papa Francesco, che ha poi esortato «tutte le parti in causa e la comunità internazionale a rinnovare l’impegno perché prevalgano il dialogo, la giustizia e la pace».

Anche nel saluto rivolto ai fedeli polacchi presenti all’incontro — tra i quali un gruppo di ex combattenti giunti per le celebrazioni dell’anniversario della battaglia di Monte Cassino — il Pontefice ha fatto riferimento alla tragedia delle due guerre mondiali che hanno insanguinato il secolo scorso per rinnovare il suo «appello per la cessazione dei conflitti in corso nel mondo e per la ricerca di vie di pace». Significativo anche il suo augurio per l’inizio del mese di Ramadan, con l’auspicio che «questo tempo privilegiato di preghiera e di digiuno aiuti a camminare sulla via di Dio che è la via della pace».

In precedenza, concludendo il ciclo di catechesi dedicate al primo sacramento dell’iniziazione cristiana, Francesco aveva ricordato che «è compito dei genitori, insieme a padrini e madrine, aver cura di alimentare la fiamma della grazia battesimale nei loro piccoli, aiutandoli a perseverare nella fede». Per i piccoli infatti, ha ribadito, «l’educazione cristiana è un diritto; essa tende a guidarli gradualmente a conoscere il disegno di Dio in Cristo: così potranno ratificare personalmente la fede nella quale sono stati battezzati».

Prima dell’udienza generale il Papa ha ricevuto a Santa Marta una  delegazione delle religioni dharmiche indiane e quindi, in un’auletta della Sala Nervi, una  gruppo di buddisti provenienti dalla Tahilandia.

Il Papa all’udienza generale

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28 maggio 2018

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