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Una speranza per i bambini malgasci

· Nel centro di assistenza sanitaria dell’arcidiocesi di Fianarantsoa ·

«Nello sguardo luminoso e gioioso dei bimbi poveri, malati, disabili, scopriamo non soltanto il viso di Cristo che li ama ma anche la bontà e la generosità di coloro che li amano e li aiutano». Le parole di madre Christine, carmelitana missionaria teresiana, dilatano lo sguardo sull’importanza dell’opera di sostegno all’infanzia più povera e bisognosa portata avanti con dedizione e coraggio dalla comunità cattolica in Madagascar. La religiosa è la direttrice di “Preventorium Rainier III”, il centro di assistenza sanitaria promosso dall’arcidiocesi di Fianarantsoa attraverso anche l’opera di due missionari gesuiti. Un progetto che, viene spiegato, punta a «curare ed educare i bambini per reinserirli nelle loro comunità di origine».
Si tratta di una a struttura di assistenza sociale per bambini con malformazioni fisiche, legate soprattutto al rachitismo, malattia che è conseguenza della scarsa alimentazione, che sorge a circa tre chilometri dalla città di Fianarantsoa, nel Madagascar centrale. «Il Preventorium — spiega la religiosa all’agenzia Fides — ospita ogni anno dai 35 ai 40 bambini con malformazioni fisiche, affetti da rachitismo e altre malformazioni». Tuttavia, afferma con rammarico madre Christine, «vi sono anche casi che superano le nostre competenze, come per esempio i bambini affetti da infermità motorie cerebrali che purtroppo non possiamo ammettere». Si tratta però di casi che, nei limite del possibile, vengono seguiti da altre strutture.

L’arcidiocesi di Fianarantsoa, da cui dipende il progetto “Preventorium Rainier III”, ha instaurato già da tempo una proficua collaborazione con il centro ospedaliero universitario di Tambohobe e con il centro sanitario diocesano di Ambatomena, dove vengono effettuati i ricoveri, le cure e gli interventi chirurgici. Grazie proprio a queste strutture sanitarie anche ai bambini più bisognosi e con situazioni più difficili vengono garantite cure specializzate o gli interventi chirurgici necessari.

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19 maggio 2019

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