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Una speranza da costruire insieme

· Intervento del vescovo Ayuso Guizot al convegno del movimento dei Focolari sul dialogo interreligioso ·

Philip Lamptey, «La fraternità»

«Il pluralismo religioso dell’umanità non sia causa di divisioni e di guerre, ma contribuisca a costruire la fraternità e la pace nel mondo». Un auspicio che è anche un impegno da assumere. È quello espresso dal vescovo Miguel Ángel Ayuso Guixot, che sabato 21 aprile, nel centro Mariapoli di Castelgandolfo, ha aperto il convegno «Insieme per dare speranza. Cristiani e musulmani in cammino nel carisma dell’unità», inserito nel contesto dei giorni di condivisione vissuti da musulmani e cristiani legati al movimento dei Focolari.

Analizzando il panorama mondiale, che «vive una profonda trasformazione verso una società sempre più multiculturale e multireligiosa», il segretario del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso ha innanzitutto evidenziato l’impegno del movimento dei Focolari, sottolineando l’importanza del lavoro svolto a favore di una conoscenza reciproca tra le varie religioni. «Sappiamo tutti — ha detto — quanto sia necessario sconfiggere l’ignoranza e i pregiudizi nei confronti degli altri e mi sembra di poter ben dire che uno degli scopi di questi incontri tra cristiani e musulmani è proprio quello di offrire l’occasione di una conoscenza dell’altro libera da stereotipi ed erronee interpretazioni».

Per un corretto e fecondo dialogo, ha spiegato monsignor Ayuso Guizot, bisogna per prima cosa essere consapevoli della propria identità. Solo chi ha un’identità chiara può aprirsi infatti «a comprendere quella dell’altro»: così «sarà possibile ascoltare e apprendere con interesse, sensibilità e rispetto il ricco patrimonio umano e spirituale di ogni credente». 

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23 maggio 2019

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