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Una speranza
da alimentare

· ​La Chiesa in Nicaragua sulla ripresa del dialogo nazionale ·

«Il dialogo è il cammino per arrivare a una soluzione politica e pacifica rispetto ai problemi che stiamo vivendo, per evitare maggiori violenze e scongiurare il rischio di una guerra civile. Ora è il momento del dialogo, si tratta di una piccola speranza. Speriamo che le parti abbiano buone intenzioni, che ci sia la volontà politica da parte del governo di ristabilire la democrazia». Parole di monsignor Jorge Solórzano Pérez, vescovo di Granada, che esprimono il clima di rinnovata, cauta, speranza con cui la Chiesa in Nicaragua guarda al tentativo di ripresa del dialogo. Una pagina nuova che torna a scriversi a oltre dieci mesi dall’inizio delle grandi manifestazioni popolari che sono state represse attraverso la violenza di gruppi paramilitari, che hanno provocato almeno trecento vittime, centinaia di arresti tra i manifestanti, intere città messe a ferro e fuoco e il divieto di promuovere manifestazioni pubbliche. 

Nelle scorse settimane, come è noto, in occasione delle celebrazioni per l’anniversario della morte del generale Sandino, il presidente Daniel Ortega ha annunciato la riapertura del tavolo del dialogo, dopo che aveva trovato una prima intesa con le organizzazioni imprenditoriali. La precedente esperienza del dialogo nazionale, avviata a inizio maggio, con la presenza mediatrice della Conferenza episcopale, si era chiusa lo scorso giugno in modo brusco, con pesanti accuse alla Chiesa da parte del presidente Ortega. Da quel momento la repressione del governo è aumentata d’intensità.

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22 agosto 2019

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