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Per una soluzione politica
alla crisi libica

· Dichiarazione dei ministri del gruppo di “Dialogo 5+5” ·

I ministri degli esteri dei paesi del “Dialogo 5+5”, che include Algeria, Francia, Italia, Libia, Malta, Marocco, Mauritania, Portogallo, Spagna e Tunisia, hanno firmato ieri ad Algeri una dichiarazione comune in cui ribadiscono la loro posizione «in favore di una soluzione politica alla crisi in Libia fondata sul dialogo tra tutte le parti e senza alcuna ingerenza esterna», confermando «il loro rifiuto di ogni soluzione militare».

Il ministro degli esteri algerino con il suo omologo francese a destra (Ansa)

Il gruppo di “Dialogo 5+5” era riunto per la sua 14ª conferenza sul tema «il Mediterraneo occidentale: promuovere uno sviluppo economico e sociale inclusivo, condiviso e duraturo a fronte delle sfide comuni della regione». Nella dichiarazione finale, i ministri hanno espresso di nuovo il proprio «impegno per l’unità, l’integrità territoriale, la sovranità e la coesione nazionale della Libia», che dal 2011 — anno della morte di Gheddafi — vive una profonda crisi politica e sociale. Per questo, i dieci paesi hanno fatto appello a un «dialogo inclusivo e alla riconciliazione in Libia, sulla base dell’accordo politico firmato il 17 dicembre 2015» a Skhirat in Marocco. I ministri hanno poi ribadito il proprio «sostegno incondizionato» al governo di accordo nazionale della Libia guidato dal primo ministro Fayez Al Sarraj. Hanno poi ribadito di voler «sostenere pienamente» l’azione dell’inviato speciale dell’Onu per la Libia, Ghassan Salamé, e il suo piano di azione adottato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite il 20 dicembre 2017, che prevede l’organizzazione di elezioni nel paese africano entro la fine del 2018. Da Bruxelles, sempre ieri, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha ritenuto «essenziale che l’Europa e tutti i suoi stati membri continuino a concentrarsi sulla situazione in Libia».

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20 agosto 2019

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