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Per una soluzione europea

· Il ministro dell’interno italiano a Malta per parlare d’immigrazione ·

«La migrazione non riguarda solo alcuni paesi del mediterraneo. È diventata un motivo di preoccupazione per tutta l’Europa, e tutti i paesi debbono unirsi per cercare di trovare una soluzione comune». Lo hanno sottolineato il ministro per gli affari interni e la sicurezza nazionale di Malta, Carmelo Abela, e il ministro dell’interno italiano, Marco Minniti, che ieri si sono incontrati a La Valletta. 

Un gruppo di migranti giunti nel porto siciliano di Pozzallo (Reuters)

Per Abela è stato il primo incontro bilaterale ministeriale da quando, il primo gennaio, Malta ha assunto la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue. I punti prioritari dell’agenda, si spiega in una nota congiunta, sono stati la crisi migratoria — con un accento sulla necessità che tutti gli stati membri della Ue si impegnino alla ricollocazione dei migranti e alle relazioni con i paesi di origine per garantire i rimpatri — e il potenziamento della sicurezza interna dell’Ue. Secondo Abela «il futuro dell’Unione dipenderà essenzialmente dalle decisioni che gli stati membri prenderanno in questo frangente per far fronte al fenomeno migratorio». Il ministro Minniti da parte sua è pronto a illustrare le nuove politiche nazionali sull’immigrazione che saranno discusse alla prossima Conferenza stato-regioni il 19 gennaio. Gli obiettivi riguardano una distribuzione uniforme dei migranti sul territorio italiano, in modo da non gravare soltanto su alcune aree, e l’accelerazione delle procedure di espulsione. Intanto sono stati resi noti dal Viminale i dati relativi ai flussi migratori del 2016. Sono stati 181.436 i migranti sbarcati in Italia lo scorso anno, il 17,9 per cento in più rispetto al 2015 (153.842) e il 6,6 per cento in più rispetto al 2014 (170.100). Il picco di arrivi si è registrato nel mese di ottobre con 27.384 migranti sbarcati. La Nigeria è in testa fra i paesi d’origine.

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