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Meta da raggiungere

· Il cappellano della chiesa anglicana di All Saints parla della visita del Papa ·

Una parrocchia composta da fedeli di oltre venti nazionalità, che celebra duecento anni di vita con un ospite d’eccezione: Papa Francesco. È la comunità anglicana della chiesa di All Saints in Roma, dove il Pontefice si recherà nel pomeriggio di domenica 26 febbraio. Del significato della visita parla, in questa intervista all’Osservatore Romano, il cappellano, Jonathan Boardman.

Cosa rappresenta la presenza di Papa Francesco tra voi?

È un segno di gioia e di solidarietà tra cristiani. Siamo contenti di celebrare il duecentesimo anniversario della presenza degli anglicani nella città insieme con il vescovo di Roma e anche con i fratelli delle altre confessioni cristiane.

Sono stati fatti passi in avanti in ambito ecumenico?

Negli ultimi anni i rapporti sono stati approfonditi con amicizia reciproca. Ci siamo confrontati anche con le difficoltà, e gli sviluppi hanno creato nuove domande nel percorso del pellegrinaggio comune. Tra queste, c’è per esempio la questione dell’ordinazione delle donne; ma a fronte di ciò, siamo comunque desiderosi di camminare insieme verso l’unità.

C’è un terreno comune su cui lavorare?

Una risposta eloquente è il gemellaggio tra noi e la parrocchia cattolica di Ognissanti, nel settore est di Roma. Abbiamo già lavorato insieme, ma questo scambio mette un sigillo sulla nostra collaborazione. Per rendere concreto il gemellaggio ci impegniamo al massimo per l’unità, in particolare, focalizzando gli sforzi su tre ambiti: approfondire la reciproca conoscenza e l’amicizia, partecipare agli incontri a livello ufficiale per conoscersi meglio e compiere un servizio ai poveri e ai bisognosi della nostra città.

Qual è il modo migliore per superare gli ostacoli?

È quello di essere chiari e ascoltare le posizioni dell’altro, avendo sempre davanti a noi la meta da raggiungere: l’unità e la volontà di Cristo.

Qual è la realtà della vostra comunità?

È frequentata da circa cinquecento fedeli appartenenti a più di venti nazionalità. Abbiamo poi fratelli della nostra comunità sparsi anche in altre città italiane, come a Città della Pieve, in Umbria, e a Macerata e Pesaro, nelle Marche. Io sono il cappellano della chiesa dal novembre 1999.

di Nicola Gori

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