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Una sola famiglia

· Nessuno può pensare di affrontare diviso sfide globali come la giustizia sociale e la cura del creato ·

Dalla mia elezione a patriarca ecumenico, nel 1991, abbiamo incessantemente cercato di sensibilizzare sulle pressanti sfide globali, come la protezione dell’ambiente, il progresso della pace e della riconciliazione, la promozione del dialogo interculturale e interreligioso, il fondamento di una cultura di giustizia e solidarietà, la resistenza a tutte quelle tendenze che danneggiano la dignità e la sacralità della persona umana e i suoi inalienabili diritti fondamentali. Quasi ventotto anni di impegno attivo su tali questioni hanno rivelato una verità: che non possiamo ottenere nulla se lavoriamo separatamente e autonomamente. Nessuno — nazione, stato, religione, scienza, tecnologia — può affrontare da solo i problemi attuali. Abbiamo bisogno l’uno dell’altro, di mobilitazione comune, di sforzi, obiettivi, spirito comune. Il nostro futuro è comune e la strada verso questo futuro è un viaggio comune.

Questo è il motivo per cui Religions for Peace International è così cruciale, perché costituisce un’opportunità unica per riunire le persone di fede ed esprimere la nostra cura per il bene comune, al centro del quale è l’ambiente naturale, attualmente minacciato dai “moderni peccati” dell’umanità. Uno dei più grandi traguardi raggiunti fin dalla sua creazione, nel 1970, è stato l’incoraggiamento delle istituzioni basate sulla fede a stabilire una proficua cooperazione e un dialogo sincero con la scena politica, la società civile, gli intellettuali, i teologi.

di Bartolomeo

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21 novembre 2019

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