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Una sfida comune

· Gli episcopati europei sostengono il piano Juncker per la gestione dell’emergenza profughi ·

Copenaghen riapre i collegamenti ferroviari con la Germania

«L’Unione europea non è forse stata fondata sulla solidarietà tra gli europei? Il problema dei rifugiati è una sfida comune che di conseguenza chiede una soluzione europea comune». 

Migranti e rifugiati cercano di attraversare il confine tra Serbia e Ungheria (Ap)

Questo il punto nodale della dichiarazione del comitato permanente della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) diffusa ieri in merito all’attuale emergenza migratoria, a meno di 24 ore dalla nuova proposta lanciata dal presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, di un piano per la ripartizione dei rifugiati obbligatoria e permanente. «Salutiamo — si legge nel comunicato della Comece — la recente iniziativa della Commissione per una ripartizione più equa dei rifugiati e per norme comuni in materia di asilo in Europa». A tal proposito «misure supplementari saranno certamente necessarie» perché «l’afflusso dei rifugiati verso l’Europa pone gli Stati del nostro continente di fronte a enormi sfide» ed è ormai chiaro che «il sistema di Dublino non funziona». 

La partita politica si fa intanto sempre più complessa. Non mancano infatti voci critiche e attacchi al piano di Juncker, mentre oggi la Danimarca ha deciso, dopo una sospensione temporanea, di riaprire i collegamenti ferroviari con la Germania per permettere l’accesso nel proprio territorio di migranti e rifugiati.  

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22 luglio 2019

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