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Una settimana
senza scontriarmati in Ucraina

Il cessate il fuoco teoricamente in vigore da metà febbraio in Ucraina orientale nella scorsa settimana è stato rispettato, ed è la prima volta che ciò accade da quando furono firmati gli accordi di pace a Minsk: lo ha annunciato il presidente, Petro Poroshenko, sostenendo che vi sono state ancora perdite tra le file governative, dovute però allo scoppio di mine o a incidenti stradali, e non invece a combattimenti contro i ribelli separatisti.

«Ho una buona notizia», ha dichiarato ieri Poroshenko alla televisione nazionale. «Per una settimana non ci sono stati scontri a fuoco al fronte, ed è la prima volta che si osservano gli accordi di Minsk». Qualche giorno fa le autorità di Kiev e i separatisti si erano impegnati vicendevolmente a rafforzare la tregua a partire dal primo settembre, in coincidenza con l’apertura dell’anno scolastico. In realtà già all’indomani Andriy Lysenko, portavoce del consiglio di Sicurezza nazionale, aveva denunciato l’uccisione nei pressi di Lugansk di due civili presi di mira da cecchini e il ferimento di quattro soldati.

E oggi militari ucraini hanno rinvenuto a Stanitsa Luganska i cadaveri di cinque miliziani uccisi dall’esplosione di una mina.

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20 settembre 2019

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