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Una sentenza esemplare contro l’impunità

· Miliziani condannati all’ergastolo per stupri su bambini ·

Dodici miliziani sono stati condannati ieri all’ergastolo da un tribunale militare nell’est della Repubblica Democratica del Congo per stupri ripetuti su bambini. I loro sono stati considerati dalla giustizia come crimini contro l’umanità.

Il capo della milizia ed ex-deputato provinciale del Sud Kivu, Frédéric Batumike, e undici coimputati sono stati infatti ritenuti colpevoli di avere usato violenza sessuale contro numerosi bambini fino a causare la morte di alcuni di questi. Altri due miliziani sono stati condannati a un anno di carcere mentre altri sei imputati sono stati assolti. I miliziani condannati sono responsabili dello stupro di una quarantina di bambini, dagli otto mesi fino ai dodici anni, compiuti tra il 2013 e il 2016.

I fatti erano avvenuti a Kavumu, un villaggio vicino al confine rwandese. Secondo la corte, gli stupri sono stati commessi nell’ambito di rituali che miravano a rendere i miliziani invulnerabili durante gli attacchi che stavano preparando contro l’esercito congolese. Almeno due bambini violentati sono morti, secondo la missione delle Nazioni Unite in Congo (Monusco).

Il processo si è svolto in particolari condizioni, poiché alcuni parenti delle vittime, nel timore di ritorsioni, hanno testimoniato nascosti dietro una tenda e con le voci contraffatte. L’aula era gremita e molte persone si erano radunate nei dintorni del tribunale molto prima della sentenza. La folla ha accolto il verdetto con applausi e grida di gioia.

La condanna ha provocato molte reazioni anche ben al di là dei confini del Kivu, regione dove centinaia di migliaia di persone sono state uccise per le violenze commesse tra il 1997 e il 2003 e dove tante donne, in quello stesso periodo, sono state vittime di stupro. «La decisione di oggi rappresenta una tappa importante per la giustizia, e il rispetto dello Stato di diritto nella Repubblica Democratica del Congo», ha commentato l’ambasciata americana a Kinshasa sul suo account Twitter.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dalle organizzazioni che lottano contro l'impunità dei crimini sessuali nel paese. «Per troppo tempo, gli stupratori si sono considerati come invincibili» — ha sottolineato l’ong Physician for human rights — secondo la quale, «lentamente, alcuni segnali mostrano che l’impunità non è ineluttabile». Già nel 2014, la condanna del colonnello Bedi Mobuli Engangela, un ufficiale dell’esercito congolese, anch’egli accusato di crimini contro l’umanità, era stata accolta positivamente dalle organizzazioni che difendono i diritti della persona.

Decine di gruppi armati locali si affrontano nella parte est della Repubblica Democratica del Congo, a causa di conflitti etnici o per il controllo delle innumerevoli risorse naturali delle regione.

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