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Una santità che parla
alla Chiesa di oggi

· ​A Oviedo la beatificazione dei seminaristi Ángel Cuartas Cristóbal e otto compagni martiri ·

Nella mattina di sabato 9 marzo, il cardinale prefetto della Congregazione delle cause dei santi ha celebrato nella cattedrale di Oviedo, a nome di Papa Francesco, la messa per la beatificazione dei seminaristi Ángel Cuartas Cristóbal e otto compagni martiri nelle circostanze tragiche verificatesi sotto la Seconda repubblica spagnola (1931-1939), specie nella rivoluzione di ottobre 1934 e nella guerra civile spagnola nelle Asturie negli anni 1936-1937.

“Oggi la Chiesa – ha ricordato il cardinale Becciu nell'omelia - riconosce in questi nove beati, provenienti da famiglie cristiane semplici e di un ceto sociale basso quella luce che ha brillato nell’oscurità della notte e continua a illuminare la strada dei credenti di oggi”. La loro testimonianza, ha aggiunto, “è di grande attualità: essi non fuggirono di fronte alle difficoltà, bensì scelsero la fedeltà a Cristo. Il messaggio di questi seminaristi martiri parla alla Spagna e parla all’Europa con le sue comuni radici cristiane. Essi ci ricordano che l’amore per Cristo prevale su ogni altra scelta e che la coerenza della vita può portare fino alla morte. Ci ricordano che non si possono accettare compromessi con la propria coscienza e che non vi è altra autorità umana che possa competere con il primato di Dio”.E soprattutto, “Con la santità della loro vita, i nuovi beati parlano alla Chiesa di oggi. Essi, con il loro sangue, hanno fatto grande la Chiesa e hanno dato splendore al sacerdozio. Siamo tutti turbati dagli scandali che sembrano non avere fine e che sfigurano il volto della Sposa di Cristo. Abbiamo bisogno di seminaristi, di preti, di persone consacrate, di pastori generosi come questi martiri di Oviedo. Abbiamo bisogno di preti onesti e irreprensibili che portino le anime a Dio e non causino sofferenze alla Chiesa e turbamento al popolo di Dio”.

I nuovi beati, ha concluso il porporato, “con il loro messaggio e il loro martirio, parlano a noi tutti e ricordano che morire per la fede è un dono concesso solo ad alcuni; ma vivere la fede è una chiamata rivolta a tutti”.

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