Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Una risposta
sempre pronta e solidale

· Il modello ecclesiale per l’accoglienza ai migranti ·

  Durante il periodo pasquale si sono intensificate le iniziative umanitarie promosse dalla Chiesa a favore dei migranti. In particolare, spicca quella di Caritas italiana e comunità di sant’Egidio che hanno svolto una missione operativa ad Addis Abeba (Etiopia) per aprire il primo corridoio umanitario dall’Africa, secondo il protocollo siglato a Roma il 12 gennaio 2017. Il protocollo di intesa con lo stato italiano è finanziato con i fondi dell’8×1000 della Conferenza episcopale italiana e prevede in due anni il trasferimento dai campi etiopici di 500 profughi eritrei, somali e sudsudanesi. Grande soddisfazione è stata espressa dall’arcivescovo metropolita di Addis Abeba e presidente della Conferenza episcopale di Etiopia ed Eritrea, cardinale Berhaneyesus Demerew Souraphiel, e da Caritas Etiopia.
Le agenzie dell’Onu impegnate nella gestione dei rifugiati hanno offerto piena collaborazione, come pure ha fatto l’Arra, l’agenzia di stato che si occupa degli oltre 850.000 rifugiati presenti in Etiopia, paese leader in Africa nell’accoglienza di profughi.
Altro luogo simbolo, in Italia, per l’accoglienza, e teatro, purtroppo, di tragedie umane è l’isola di Lampedusa, dove padre Michael Czerny, sotto-segretario della sezione migranti e rifugiati del dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ha deciso di trascorrere le festività pasquali per toccare con mano il dramma di tanti perseguitati. Il sacerdote gesuita canadese ha vissuto il triduo pasquale nella parrocchia di San Gerlando, ospite del parroco, don Carmelo La Magra, per far sentire alla comunità locale la vicinanza del Papa e per rendersi conto di persona di ciò che avviene sull’isola. «Ho sempre pensato — ha detto padre Czerny al settimanale cattolico di Agrigento, “L’Amico del Popolo” — che a Lampedusa sia nata la nostra sezione del dicastero, quando Papa Francesco è venuto qui nel suo primo viaggio apostolico. Non è impossibile che abbia deciso allora di fare un programma speciale per rispondere a questo dramma dei migranti e ai grandi bisogni, che vengono dopo gli sbarchi».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE