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Una risposta
politica e umanitaria

· ​Dichiarazione congiunta di Comece e Kek sul fenomeno migratorio in Europa ·

La crisi migratoria attuale richiede una risposta politica unitaria e in tempi brevi. È quanto scrivono, in una dichiarazione congiunta, il presidente della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), cardinale Reinhard Marx, e il presidente della Conferenza delle Chiese europee (Kek), il vescovo anglicano Christopher Hill. 

Senza una tale risposta, «sostenuta in proporzione da tutti gli Stati membri dell’Ue», questa crisi, scrivono i firmatari della dichiarazione, «rischia di travolgerci e di acuire la sofferenza di coloro che sono venuti in Europa in cerca di rifugio, di asilo e nella speranza di una vita migliore, soprattutto con l’inverno che si avvicina. La famiglia delle nazioni europee — si legge ancora nella dichiarazione — sta ora affrontando la più grande crisi umanitaria della sua storia dopo la guerra. Lo scontro civile in Siria, la diffusa instabilità politica nelle altre parti del Medio oriente e l’estrema povertà in gran parte dell’Africa sub-sahariana hanno costretto più di due milioni di persone a chiedere asilo o cercare una vita migliore in Europa: molti sono traumatizzati dalla guerra, altri hanno perso la speranza a causa della povertà».
Secondo i dati diffusi mercoledì scorso dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) sono oltre 522.000 i rifugiati e i migranti giunti in Europa via mare dall’inizio del 2015. Nello stesso periodo, il numero di morti o dispersi è stimato a 2.892.

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21 settembre 2019

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