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Una riforma
del sistema carcerario

· ​In Brasile la pastorale nazionale promuove alternative alla detenzione ·

Salvare la dignità dei detenuti, lottare per la loro emancipazione e il rispetto dei loro diritti, ma anche trovare nuove vie che prevedano alternative alla reclusione sistematica e l’ipotesi di depenalizzare l’uso di alcune droghe: mentre la situazione nelle carceri brasiliane resta esplosiva, la Chiesa cattolica, attraverso gli organismi del settore, continua a offrire il suo supporto sotto forma non solo di conforto morale e spirituale. Per tentare di cambiare le cose, padre Valdir João Silveira, coordinatore nazionale della pastorale carceraria (organismo in seno alla Conferenza episcopale), promuove da tempo una vasta riforma del sistema penitenziario e giudiziario. Nel 2013 l’istituzione ha firmato, con una decina di organizzazioni non governative, un’agenda contenente una serie di misure per la “disincarcerazione”, compresa anche la depenalizzazione dell’uso di sostanze stupefacenti. «Non siamo favorevoli alle droghe ma la soluzione non è la punizione», spiega padre Silveira al quotidiano francese «La Croix», sottolineando che è urgente «rivedere il modo in cui si tratta e giudica la delinquenza in Brasile».

In un paese dove la guerra alla droga fa decine di migliaia di morti ogni anno, senza considerevoli risultati, le alternative al carcere trovano sempre più ampi consensi: «Non è una posizione ufficiale della Chiesa — precisa il coordinatore nazionale della pastorale — ma la discussione è aperta, anche in seno al Consiglio episcopale brasiliano. Recentemente un vescovo ci ha suggerito di organizzare un dibattito sulla questione». Il 19 gennaio, in una nota intitolata Não é crise, é projeto, la pastorale carceraria, di fronte ai massacri (a causa di scontri fra gang) avvenuti a Manaus, Roraima e Rio Grande do Norte, ha ribadito la propria posizione proponendo di approfondire il lavoro attorno alla citata Agenda nacional pelo desencarceramento.

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16 settembre 2019

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