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Una richiesta di tregua

· «Mia madre» di Nanni Moretti ·

Impegnata con le riprese di un film su una fabbrica in difficoltà, la regista Margherita (Margherita Buy) si occupa assieme al fratello Giovanni (Nanni Moretti) della madre malata (Giulia Lazzarini). Fra problemi coniugali e scontri con una stravagante star americana (John Turturro), ricordi e paure, rimarrà a lungo indecisa se e come accettare l’idea di una scomparsa imminente.

Lo scrive Emilio Ranzato aggiungendo che dopo la realtà italiana de Il caimano (2006) e quella vaticana ma in qualche modo anche mondiale di Habemus Papam (2011), in complessi racconti in bilico fra realtà e finzione, in Mia madre Nanni Moretti torna a guardare a se stesso con una storia venata di riflessi autobiografici, come rivela già il titolo. Dal dolore tragico per la perdita più grande de La stanza del figlio (2001), inoltre, si passa a quello più soffuso, fisiologico, e sostanzialmente più rassegnato dato dall’abbandono di un genitore. Si tratta, dunque, da parte di Moretti, di un’evidente riduzione delle ambizioni. E, probabilmente, anche di un’aperta confessione di stanchezza creativa.

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19 novembre 2018

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