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Una propaganda grossolana contro il Papa e contro i cattolici

· Vescovi di tutto il mondo vicini a Benedetto XVI bersaglio di un'ignobile operazione diffamatoria ·

Il cardinale Vingt-Trois rileva l'offensiva dei media concentrata nella Settimana Santa

Arrivano da tutto il mondo messaggi di solidarietà a Benedetto XVI per gli attacchi calunniosi e la campagna diffamatoria costruita attorno al dramma degli abusi sessuali commessi da sacerdoti. Molti vescovi stanno esprimendo al Papa la loro vicinanza anche per l'azione risoluta a favore della verità e per le misure assunte per prevenire il possibile ripetersi di tali crimini. Accanto ai messaggi, dalla Chiesa giunge anche la dolorosa ammissione delle colpe del passato, a dimostrazione che nessun tentativo intimidatorio potrà comunque distogliere dal dovere di fare chiarezza.

In Europa, il cardinale André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, nel corso dell'omelia per la messa crismale celebrata in cattedrale, ha osservato che «l'offensiva che mira a destabilizzare il Papa, e attraverso lui la Chiesa, non deve mascherare nostre manchevolezze e i nostri eventuali errori. La nostra società, che vive nell'esibizione del sesso senza limite, ci obbliga a essere più che mai vigilanti e sobri nel nostro stile di vita. Cari fratelli e sorelle, sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose e laici, noi non siamo altro che degli esseri umani e non dobbiamo mai vivere nella presunzione di essere al di sopra» dei peccati. Ma tale prudenza — aggiunge — «non può trasformarci in potenziali colpevoli in ogni nostra relazione». Fra le prove — ha continuato il cardinale — «che stiamo attraversando, dobbiamo anche rilevare l'offensiva dei media audiovisivi che celebrano la Pasqua a loro maniera concentrando nella Settimana Santa le loro critiche alla Chiesa e alla fede cristiana. Quanti celebrano le liturgie all'interno delle loro comunità non ne saranno influenzati. Ma chi è meno informato e meno coinvolto nella vita della Chiesa sarà bombardato da messaggi che si presentano come critiche ma che non sono altro che operazioni di propaganda, e anche di propaganda grossolana. Nei nostri Paesi democratici, i cristiani sono ancora cittadini al pari di tutti gli altri ma certamente non lo sono nel trattamento ricevuto dai mezzi d'informazione».

Anche il presidente della Conferenza episcopale spagnola, il cardinale Antonio María Rouco Varela, ha espresso nella messa crismale celebrata nella cattedrale di Madrid la vicinanza al Papa «proprio in questi giorni in cui è tanto offeso e attaccato».

In Scozia, il cardinale Keith O'Brien, nel corso dell'omelia per la messa di Pasqua, parlerà dei «molti mali» che sono stato compiuti con l'abuso sessuale su bambini e giovani. Il porporato rivolgerà inoltre pubbliche scuse a tutti quelli che «hanno sofferto per abusi commessi dalla mano di rappresentanti della Chiesa»: «I crimini contro i bambini — si legge nell'omelia del cardinale — sono stati in effetti commessi e ogni cattolico che ne era consapevole e che non ha fatto nulla per rivelarlo ha portato vergogna su tutti noi. Non possiamo consolarci con il fatto che solo una piccola percentuale di sacerdoti ha commesso tali crimini: l'impatto delle loro azioni peccaminose è molto grande, le loro azioni hanno danneggiato la vita delle loro vittime, provocando una grande rabbia che si rivolge anche nei confronti dei loro fratelli sacerdoti innocenti e lasciando i comuni fedeli cattolici demoralizzati e confusi».

In America Latina, il cardinale arcivescovo di Città del Messico, Norberto Rivera Carrera, ha detto che la Chiesa non tollererà, né difenderà, nessun atto di pedofilia. Benedetto XVI — ha spiegato — ha dovuto affrontare «la diffamazione e attacchi a colpi di bugie e viltà a causa di alcuni sacerdoti disonesti e criminali». Se qualcuno dei sacerdoti messicani si rende responsabile «di atti abominevoli», da parte dell’arcidiocesi «non ci sarà alcuna difesa né tolleranza nei confronti del delinquente». Anzi, ha assicurato il cardinale, «verranno promosse» le azioni da parte «delle autorità civili, affinché intervenga con tutto il rigore della legge». Il porporato ha anche rivolto un appello ai vescovi ausiliari affinché compiano un’esaustiva indagine al fine di assicurarsi che non ci siano casi di abusi da affrontare. Sempre domenica, il vescovo di San Cristóbal de Las Casas, monsignor Felipe Arizmendi Esquivel, ha ricordato come Benedetto XVI abbia sempre agito in modo responsabile di fronte a questo problema: «Stiamo soffrendo per i peccati interni che sono innegabili, come lo sono anche il tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro e l'allontanamento degli apostoli che hanno lasciato solo Gesù», ha detto. «Si è voluto anche infangare Papa Benedetto XVI — ha continuato — mentre da quando era arcivescovo di Monaco e poi responsabile della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha sempre trattato questi casi con estrema delicatezza e somma responsabilità».

Il cardinale Juan Luis Cipriani, arcivescovo di Lima, nell'omelia per la messa crismale ha affermato che «il capo visibile del Corpo mistico di Cristo è stato maltrattato dai nemici della Chiesa, con un'inusitata mancanza di rispetto per la verità e un'incredibile ostentazione di cinismo; si vede, dietro a ciò, un attacco alla Chiesa per danneggiarla. Noi, suoi figli — ha sottolineato — non possiamo restare in silenzio. La preghiera è l'arma principale che lo Spirito Santo mette a disposizione. Preghiamo per il Papa, per la Chiesa, per i vescovi, per i sacerdoti e per la vita consacrata. Cerchiamo con più forza la santità personale».

A Santiago del Cile, domenica scorsa, il cardinale Francisco Javier Errázuriz Ossa ha osservato che «alcuni mezzi di comunicazione cercano di colpire il buon nome del Papa accusandolo di cose nelle quali il Santo Padre non ha avuto alcuna responsabilità». Nella Repubblica Dominicana, l'arcivescovo di Santo Domingo, il cardinale Nicolás de Jesús López Rodríguez, ha sottolineato i criteri di fermezza, trasparenza e severità con cui Benedetto XVI ha trattato e tratta i casi di abusi sui minori. Il porporato ha affermato nel corso di una conferenza stampa a Santo Domingo che alcuni mezzi di comunicazione cercano di «sottovalutare i fatti e forzare le interpretazioni». Il porporato ha chiamato in causa chi in Europa e negli Stati Uniti non perdona «al Papa o alla Chiesa la sua ferma posizione in difesa della vita e il suo rifiuto del crimine dell'aborto».

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