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Una pianta
nel deserto

· ​La preghiera di Gesù ·

Cristo acheiropoietos (xii secolo, Galleria Tretyakov, Mosca)

Da bambino sono cresciuto a Hong Kong. Mia nonna era una buddista devota e io la sentivo recitare il nome di Buddha durante il giorno, girando i grani del rosario con la mano mentre ripeteva cantando: «Namu Amitabha». Quando la salutavo interrompeva la sua recitazione, scambiava qualche parola con me e poi riprendeva. Successivamente frequentai una scuola cattolica e divenni cattolico. Quando per la prima volta sentii qualcosa sulla preghiera di Gesù, fui colpito in modo molto forte dalla somiglianza tra questa preghiera e la recitazione del nome di Buddha di mia nonna. Lo scrive Joseph Wong aggiungendo che l’origine della preghiera di Gesù risale alla tradizione dei monaci del deserto del IV secolo, in Egitto. Attraversato il Monte Sinai, essa fu poi introdotta in Grecia dove fiorì sul Monte Athos, durante il medioevo. Da lì si diffuse nell’Europa orientale e divenne un elemento importante della spiritualità ortodossa. Circa a metà del secolo scorso è entrata nella Chiesa occidentale e ora è comunemente conosciuta anche in Occidente. Molti cristiani hanno conosciuto la preghiera di Gesù attraverso un testo classico: Racconti di un pellegrino russo.

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