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Una piaga da combattere

· ​All’udienza generale il Papa denuncia il crimine vergognoso della tratta e lancia un nuovo appello per i migranti e in particolare per i rohingya fuggiti dal Myanmar ·

«Crimine vergognoso e inaccettabile»: nella giornata di preghiera e di riflessione contro la tratta il Papa è tornato a denunciare il dramma di quanti, soprattutto bambini, vengono «schiavizzati e abusati», incoraggiando «tutti coloro che in vari modi» li «aiutano a liberarsi da tale oppressione». L’appello è risuonato nell’Aula Paolo VI durante l’udienza generale di mercoledì 8 febbraio, festa di santa Giuseppina Bakhita, con l’auspicio «che quanti hanno responsabilità di governo combattano con decisione questa piaga, dando voce ai nostri fratelli più piccoli, umiliati nella loro dignità».

Con in mano un opuscolo dedicato alla santa, il Papa ha aggiunto al testo preparato il ricordo della vicenda umana di questa «ragazza schiavizzata in Africa, sfruttata, umiliata», che però «non ha perso la speranza e ha portato avanti la fede» finendo «per arrivare come migrante in Europa», dove «sentì la chiamata del Signore e si fece suora». Da qui l’invito a pregarla «per tutti i migranti, i rifugiati, gli sfruttati che soffrono tanto» e «in modo speciale per i nostri fratelli e sorelle rohingya»: donne e uomini — ha affermato — «cacciati via dal Myanmar», che «vanno da una parte all’altra perché non li vogliono». Si tratta, ha assicurato, di «gente buona, pacifica» che soffre da anni. E vengono «torturati, uccisi, perché portano avanti le loro tradizioni, la loro fede musulmana».

All’udienza il Papa ha anche ricordato la beatificazione — svoltasi il giorno precedente a Osaka in Giappone — di Justo Takayama Ukon, fedele laico morto martire a Manila. «Piuttosto che scendere a compromessi, rinunciò ad onori e agiatezze accettando l’umiliazione e l’esilio», ha detto sottolineando la sua testimonianza. Infine Francesco ha parlato della venticinquesima giornata mondiale del malato, che si celebra sabato 11, memoria della beata Vergine di Lourdes. Nella cittadella mariana «la celebrazione principale sarà presieduta dal cardinale segretario di Stato» ha detto il Papa invitando a pregare «per tutti gli ammalati, specialmente per quelli più gravi e più soli, e anche per tutti coloro che se ne prendono cura».

In precedenza il Pontefice aveva continuato le catechesi sulla speranza cristiana, riproponendola come «appello a non creare muri ma ponti» e a «vincere il male con il bene».

La catechesi del Papa

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14 novembre 2019

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