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Contro
la schiavitù moderna

· All’Angelus nuovo appello del Papa ·

Una «piaga aberrante»: nella giornata mondiale contro la tratta di persone, promossa dalle Nazioni Unite, Papa Francesco è tornato a denunciare quella che definisce una «forma di schiavitù moderna», richiamando «l’impegno di tutti affinché sia adeguatamente contrastata».

Al termine dell’Angelus del 30 luglio, dopo aver commentato il vangelo domenicale incentrato sulle parabole del tesoro nascosto e della perla preziosa (Matteo 13, 44-52) il Pontefice ha voluto unirsi all’iniziativa dell’Onu, ricordando come «ogni anno migliaia di uomini, donne e bambini» siano «vittime innocenti dello sfruttamento lavorativo e sessuale e del traffico di organi». Soprattutto il Papa ha rimarcato la tendenza a minimizzare il fenomeno. «Sembra — ha detto — che ci siamo così abituati, da considerarla una cosa normale»; ma in realtà, ha aggiunto, tutto «questo è brutto, è crudele, è criminale». Da qui l’invito rivolto ai fedeli presenti in piazza San Pietro e a quanti erano collegati attraverso i media a pregare «insieme la Vergine Maria perché sostenga le vittime della tratta e converta i cuori dei trafficanti». Un’esortazione riecheggiata anche nel tweet postato dall’account @Pontifex: «Chiamiamo tutte le persone di fede e di buona volontà a impegnarsi contro la schiavitù moderna, in tutte le sue forme».

Per l’occasione anche il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella è intervenuto sul tema, ricordando che questo «crimine atroce e inaccettabile si riaffaccia periodicamente nella storia dell’umanità e sfida le nostre coscienze».

L’Angelus del Papa 

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20 settembre 2019

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