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Patria giusta solidale e fraterna

· ​Appello dei leader religiosi della Colombia ·

Dopo l’accorato appello al Governo e alle Farc lanciato dal World Council of Churches per un immediato cessate il fuoco bilaterale, i leader di quattordici confessione religiose hanno chiesto al presidente colombiano, Juan Manuel Santos, di continuare a lavorare per raggiungere un accordo di pace con le Farc a Cuba. 

La richiesta — riferisce l’agenzia di stampa Efe — è stata fatta nel corso di un incontro con il capo di Stato, a Bogotá, dove erano presenti anche i rappresentanti di numerose organizzazioni pacifiste. I partecipanti hanno presentato al presidente Santos una lettera nella quale viene sottolineata «l’urgenza di recuperare e collocare la cultura civica del perdono come vaccino e potente rimedio contro questo ritorno al male e all’eterna vendetta». Mentre i gruppi armati delle Farc sono stati invitati a deporre subito le armi. «Le armi — hanno scritto — sono il fallimento della parola e la negazione del valore sublime della bontà, della generosità e della compassione».
I firmatari hanno anche incoraggiato il Governo e le Farc a continuare a sedersi attorno al tavolo delle trattative fino a quando non si arriverà alla firma di un accordo di pace. All’incontro con il presidente Santos hanno partecipato alcuni membri della Conferenza episcopale della Colombia, del Consiglio evangelico, del Centro culturale islamico, della Comunione anglicana e della comunità buddista tibetana.
Nei giorni scorsi, i vescovi delle diocesi di Quibdo, Tumaco, Tibú e Santa Marta, insieme agli arcivescovi di Cali e Medellín, durante un incontro con la stampa hanno illustrato quali sono i principali problemi che si trovano ad affrontare nella regione, sottolineando come le loro giurisdizioni ecclesiastiche sono state le più colpite dal conflitto in questi ultimi mesi. presuli hanno spiegato di avere speranza e fiducia che i colloqui di pace possano arrivare al più presto grazie a un accordo definitivo che va al di là dei passi positivi fatti ultimamente. Monsignor Omar Alberto Sánchez Cubillos, vescovo di Tibú, al centro della zona del Catatumbo, ritiene che la vera sfida del Governo sarà di saper gestire la pace. Il presule ha ricordato che il suo territorio non solo è controllato dalle Farc, ma registra anche la presenza dell’Esercito di liberazione nazionale (Eln) e di bande armate locali. Monsignor Gustavo Girón Higuita, vescovo di Tumaco, ha raccontato come la città abbia vissuto per tutto il mese scorso senza elettricità e senza acqua.

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18 dicembre 2018

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