Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Una partita a biliardino con il Papa

· Venerdì della misericordia tra i bambini ·

Una partita di biliardino, una bella merenda con pasticcini e leccalecca, e anche l’ascolto di un brano rap con la cuffia dello smartphone: Papa Francesco ha voluto vivere il suo decimo «venerdì della misericordia» con una piccola festa in mezzo a bambini e ragazzi ospiti di una casa famiglia. E così alle 15 del 14 ottobre ha fatto una vera e propria sorpresa ai giovanissimi ospiti del Villaggio Sos, a via Michelangelo di Pierri, in zona Boccea a Roma. È una struttura, hanno spiegato al Pontefice, che dal 1987 «accoglie temporaneamente bambini in condizioni di disagio personale, familiare e sociale, su segnalazione dei servizi sociali e del tribunale».

I piccoli non hanno nascosto stupore e gioia vedendo entrare il Papa nella loro casa. Una festa inaspettata vissuta insieme senza protocolli, in un clima di semplice familiarità, tanto che un bambino di due anni e mezzo ha offerto a Francesco il suo leccalecca. Il Papa — accompagnato dall’arcivescovo Rino Fisichella — ha visitato tutta la struttura, preso per mano proprio dai più piccoli che gli hanno mostrato le loro camerette e anche i loro giocattoli preferiti. E poi lo hanno portato anche nella zona verde, dove ci sono un campetto da calcio e un piccolo parco giochi.

Francesco non ha poi mancato di incoraggiare gli educatori. «Il vostro lavoro è importantissimo e speciale perché nessun bambino nasce per crescere da solo» ha detto. Inoltre il Pontefice si è informato dell’assistenza offerta ai bambini e alle loro famiglie — come ha poi raccontato Pier Carlo Visconti, presidente del Villaggio Sos — e ha voluto conoscere personalmente la storia di ciascun ospite prima di incontrarlo per abbracciarlo. Per tutti, ha aggiunto il direttore Paolo Contini, «la visita del Papa è stata un grande riconoscimento dopo anni di lavoro e fatica, ed è stato bello sentirsi scelti solo per il senso reale del nostro lavoro, senza che nessuno indicasse il Villaggio». Gli ha fatto eco Maria Grazia Lanzani Rodríguez y Baena, presidente dell’associazione per l’Italia: «Siamo commossi per l’incontro con il Papa, ha fatto un regalo immenso ai nostri bambini e ragazzi, e questo sarà per loro un ricordo indelebile».

Il Villaggio, spiegano i responsabili, «è composto da cinque case, in ognuna delle quali ci sono un massimo di sei bambini e bambine fino a dodici anni di età, insieme a una responsabile chiamata “mamma sos”». In sostanza, hanno detto a Francesco, «il Villaggio è strutturato in modo da riuscire a seguire e supportare i bambini durante la loro crescita, accompagnandoli come una famiglia vera e propria attraverso le varie tappe di crescita e di integrazione nella società». I bambini, infatti, «vengono accompagnati a scuola, frequentano la parrocchia e fanno sport». Da parte loro «i professionisti, residenti, non residenti o volontari, che operano nel centro, seguono i bambini per un periodo di diversi anni, contribuendo a creare rapporti umani stabili, che li aiutano a raggiungere un’adeguata autonomia». Ed è significativo che alcuni ragazzi scelgano di restare vicino alla struttura per avere un riferimento ma anche per dare una mano nelle attività quotidiane. «Questa ormai — racconta Megan, un ragazzo eritreo — è la mia casa: è molto tempo che sono qui, non mi sono mai voluto allontanare, voglio molto bene alle persone che ci lavorano».

Questo stile educativo, affermano i responsabili, «riprende il modello pedagogico e organizzativo del primo Villaggio Sos, fondato in Austria nel 1949 da Hermann Gmeiner, un giovane studente di medicina che, profondamente colpito dalle centinaia di bambini rimasti senza i propri genitori a causa delle devastazioni della guerra, aprì il primo Villaggio Sos, sviluppando un modello educativo vicino per umanità al calore di una famiglia vera, in forte contrapposizione al modello dell’orfanotrofio, diffuso a quel tempo».

Prima di far rientro in Vaticano, Francesco è andato a far visita al novantunenne cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, ricoverato nella casa di cura Villa Betania, in via Pio IV.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE