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Partecipazione
cosciente e responsabile

· I vescovi cubani sul processo di riforma della costituzione ·

La Conferenza episcopale cubana ha invitato la popolazione alla «partecipazione consapevole e responsabile» al processo di riforma della Costituzione, e ritiene necessario che il testo preveda la creazione di un tribunale delle garanzie costituzionali per salvaguardare i diritti che vi sono sanciti. I vescovi apprezzano che un buon numero di cubani possa esercitare, fino al 15 novembre, il diritto a esprimersi nella consultazione avviata circa il progetto di una nuoca carta fondamentale. Secondo i presuli si tratta infatti di un «esercizio utile per le persone e la società».
È la prima volta che l’episcopato cubano interviene sul tema, anche se di recente alcuni presuli si erano già espressi a titolo personale su singoli articolo della nascente Costituzione cubana. I presuli avevano espresso contrairetà in particolare alla definizione del matrimonio contenuta nell’articolo 68 della proposta, che se approvato permetterebbe l’eventuale legalizzazione delle unioni omosessuali sull’isola caraibica. I vescovi — riferisce l’agenzia Efe — rifiutano, in quanto «infondato e sbagliato» che nella bozza appaia la definizione di matrimonio come «l’unione di due persone al fine di condurre una vita comune. L’insegnamento della Chiesa è sempre stato chiaro: l’amore reciproco e complementare tra un uomo e una donna è fondativo del matrimonio e della famiglia e stabilisce un’unità che non può essere paragonata a nessun’altra. Questa distinzione — ricordano i vescovi — non significa discriminazione».
Il cambiamento nella definizione costituzionale del matrimonio proposto è stato uno degli aspetti più controversi da quando è iniziata la consultazione popolare del 13 agosto tra i cubani che vivono sia all’interno dell’isola sia in altri paesi. Nel loro messaggio, i vescovi apprezzano che la proposta tenga conto del rispetto e dell'applicazione dei diritti umani riconosciuti in vari trattati internazionali di cui Cuba è firmataria. Apprezzano anche la dichiarazione secondo cui le persone sono uguali per dignità, doveri e diritti, senza alcuna discriminazione, ma deplorano l’assenza di riconoscimento della diversità delle opinioni politiche. Inoltre, i presuli fanno riferimento all’aborto e in questo senso ritengono che sarebbe necessario “spiegare” che il diritto alla vita deve essere rispettato dal momento del concepimento fino alla morte naturale.

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21 settembre 2019

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