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Una parola che dà forza

· Al premio Fernando Rielo ·

I poeti finalisti che aspirano al riconoscimento sono dieci, cinque uomini e cinque donne, provenienti da Argentina, Colombia, Spagna e Italia. Le loro raccolte poetiche sono state selezionate tra oltre duecento in ventotto paesi; nove sono scritte in spagnolo e una in inglese. Il prossimo 13 dicembre si conoscerà il vincitore del XXXVIII Premio mondiale Fernando Rielo di poesia mistica, che quest’anno sarà consegnato nell’Istituto Cervantes di New York, dopo essere passato in altre edizioni per forum come l’Onu, l’Unesco, il Senato francese e il Campidoglio romano. Il premio, destinato a opere inedite, è di settemila euro, oltre alla pubblicazione della raccolta.

Cristina Salas Gerritsenmurale a Cumbayá, Ecuador (2010, foto di Carl Moore)

A patrocinarlo ogni anno è un nutrito comitato d’onore formato da accademici della lingua, della storia e delle scienze morali e politiche, come pure da scrittori, poeti, ispanisti e rettori universitari. Nel suo lungo iter — spiega all’Osservatore Romano, prima di partire per New York, padre José María López, segretario del premio — il riconoscimento ha incontrato sempre più il favore dei poeti, ma anche di persone che si occupano di arte e di poesia, aggiungendo che la stessa gerarchia della Chiesa lo ha apprezzato.

López segnala inoltre due risultati importanti: negli ultimi anni è stato vinto da donne e la qualità delle opere sta crescendo a ogni edizione. Spiega che i poeti e i partecipanti plasmano nelle loro opere le proprie «esperienze intime dell’unione con Dio, le lotte interiori, la purificazione, i momenti di testimonianza». Proprio per questo «nella poesia mistica c’è una ricchezza impressionante» tutta da scoprire e «chi la legge si sente edificato».

Della necessità della poesia nel mondo attuale, e della poesia mistica in particolare, ha parlato Fernando Rielo, il fondatore del premio, in un discorso all’Unesco nel 1985: «La poesia è espressione di una cultura che passa per una spiritualità incorruttibile; se privata di tale passaggio, non può darci i frutti della pace (...). La cultura è saggezza che innalza a sistema le intuizioni della vita. Il suo linguaggio è la poesia, il suo frutto la pace».

Padre López condivide appieno quanto detto da Rielo e sottolinea il ruolo della poesia mistica quale promotrice della pace in un mondo convulso. «Bisogna tener presente che la pace inizia da sé stessi. La pace, la gioia e la libertà sono doni che il poeta mistico possiede. Manifestarlo interiormente crea pace e la promuove nella società, nella famiglia, nella comunità religiosa».

L’universalità del linguaggio mistico e in particolare quella della poesia mistica conferiscono al premio un carattere ecumenico. Di fatto, lo hanno ottenuto poeti di diverse confessioni cristiane — la maggior parte — e di credi non cristiani, prova della capacità della lirica di unire le culture e le religioni. «Il premio non è escludente» continua López, elencando altri aggettivi che ben descrivono questa forma di arte «potenziante, includente e dialogante». Ed è proprio nel cristianesimo, nell’esperienza trinitaria «che queste qualità riescono a riflettersi meglio».

La forza della poesia mistica è di essere eminentemente dialogante, ripete padre López, la grande arte ha una efficacia comunicativa capace di attraversare le barriere più disparate. Non solo, è capace di costruire concretamente ponti e creare rapporti d’intesa persino con altre forme più convenzionali di fare poesia. Ma dialogo non è sinonimo di omologazione.

Padre López ama anche sottolineare le differenze tra poesia religiosa e poesia mistica, che “va oltre”. Mentre la poesia religiosa, a suo avviso, è alla portata di qualsiasi poeta, anche non credente, la poesia mistica «è un religare forte, ossia è un’esperienza di unione». La poesia religiosa «è poesia di ricerca, finanche di critica, poesia che non sta esprimendo l’intimità divina ma che esprime un sentimento religioso; la poesia mistica va ben oltre, coinvolge il poeta e fa sì che chi legge venga a sua volta coinvolto e toccato». La poesia mistica, conclude padre López, «è potenziante, non riduttiva, non esclude nessun genere, è molto più creativa e dialogante».

Il premio mondiale Fernando Rielo di poesia mistica è stato istituito nel 1981 per promuovere questo genere letterario e fare conoscere quegli artisti che coniugano un’elevata spiritualità con un’autentica espressione poetica.

Quando ciò non avviene, piuttosto che non avere nessun vincitore, viene attribuito a veri poeti che, pur non potendo essere considerati mistici in senso stretto, presentano una delicatezza interiore degna di rispetto. L’obiettivo del premio è, con le parole dell’organizzazione, «promuovere l’origine e il destino celeste dell’essere umano in un mondo lacerato da tante sofferenze e che ha più che mai bisogno di sapere chi è e qual è la sua missione in questa vita».

Data la grande partecipazione di poeti ispanoamericani e l’esistenza di una ricca tradizione di poeti mistici o vicini alla poesia mistica nel mondo ispanofono, nel 2002 la cerimonia di conferimento del premio si è tenuta per la prima volta nel continente latinoamericano, in Ecuador.

di Lorena Pacho Pedroche

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