Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Una panoramica completa sul primo cristianesimo

· In un impeccabile volume della Pléiade raccolti i più antichi scritti non biblici ·

La grande editoria francese si conferma d’eccellenza con l’entrata nella collana della Pléiade — che in sette volumi, tra il 1956 e il 2005, ha pubblicato i testi scritturistici (canonici e apocrifi) e quelli gnostici — della più antica letteratura cristiana non biblica, quella cioè che si estende in un arco cronologico di poco più di un secolo, tra il 90 e il 200 circa (Premiers écrits chrétiens. Édition publié sous la direction de Bernard Pouderon, Jean-Marie Salamito et Vincent Zarini, Paris, Gallimard, 2016, pagine lXVI + 1581, euro 58). Ma secondo un’ottica intelligentemente larga.

Due fogli del codice Sinaitico (IV secolo)

Nel volume, impeccabilmente realizzato, sono raccolte infatti decine di testi giudaici, pagani e cristiani (ortodossi e non). E la raccolta permette a chi legge di avere in un solo libro una panoramica completa sul cristianesimo tra la fine del I secolo e gli inizi del III, grazie a una traduzione francese accurata dei testi e a un corredo di apparati essenziali e attendibili (introduzioni, note, cronologia, bibliografia, indici).

Per avere un’idea dell’importanza del libro è sufficiente una breve rassegna. Alle testimonianze giudaiche (in genere brevi e aspre) e pagane (più neutre) su Gesù e sui primi cristiani fa seguito un’ampia sezione dedicata alla vita delle comunità: dalle professioni di fede e battesimali al cosiddetto frammento muratoriano — scoperto da Muratori e che attesta un canone scritturistico quasi completo in uso a Roma già intorno alla metà del ii secolo — e fino agli scritti dei padri apostolici, autori cioè ritenuti in contatto o in relazione con le tradizioni degli apostoli e dunque considerati quasi come ispirati. Tra questi ultimi, alcuni ebbero per molto tempo uno status assimilabile a quello delle Scritture canoniche, tanto da essere compresi — è il caso per esempio del Pastore di Erma, presente nel codice Sinaitico — nei grandi manoscritti biblici del iv e v secolo, quando cioè il canone scritturistico era quasi definitivamente fissato.

Vi sono poi tutta la letteratura relativa ai martiri, in parte costituita da atti processuali, e il grande corpus della prima apologetica, quasi tutta in greco e alla quale bisogna aggiungere i due testi di Minucio Felice e di Tertulliano. Chiude la preziosa raccolta una breve sezione sugli inizi della poesia cristiana, comprendente il bellissimo inno phòs hilaròn (“luce gioiosa”), tuttora cantato dai cristiani d’oriente. (g.m.v.)

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE