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Un’opportunità
di pace per il mondo

· Le comunità cristiane sul vertice di Singapore ·

«Questo incontro è una possibilità di pace che è stata data non solo alla Corea ma al mondo, e spero che i due leader impegnati in tale processo possano mettere la loro saggezza e il loro potere al servizio di questo processo. È una chance che va usata con grande sapienza e forza». 

Le parole del reverendo Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese, sintetizzano la gioia delle comunità cristiane per lo storico vertice a Singapore che ha visto stringersi la mano il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader nordcoreano Kim Jong-un. «La gente in Corea è stata divisa per moltissimi anni», ha spiegato il pastore luterano al Sir, sottolineando che ora questo processo di riconciliazione «non può essere fermato». Il summit di Singapore «è una conferma che c’è un impegno serio di tutte le parti affinché si trovino soluzioni che possano portare pace, riconciliazione e un serio processo di denuclearizzazione della regione». I due leader, americano e nordcoreano, «possono farlo», conclude Tveit, ma «hanno bisogno di tutto il nostro supporto per questa iniziativa ma soprattutto per i risultati futuri che emergeranno».

Da parte cattolica il vescovo di Daejeon, Lazzaro You Heung-sik, presidente della Commissione episcopale per la società, ha dichiarato all’agenzia Fides che «il summit è una nuova tappa verso la pace in Corea, in Asia e nel mondo intero. Ho pregato e benedetto i due leader. In quei momenti mi sono venuti in mente gli anni tristi della guerra in Corea. Mi sono venuti in mente i milioni di persone che vivono il dramma delle famiglie divise dalla frontiera. Oggi c’è una nuova speranza». I vescovi cattolici in Corea hanno lanciato una novena dal 17 al 25 giugno indicando per ogni giorno una diversa intenzione di preghiera: per la guarigione della separazione del popolo coreano; per le famiglie separate a causa della guerra coreana; per i fratelli e sorelle che vivono nel Nord; per i rifugiati di origine del Nord che ora vivono nel Sud; per i politici del Sud e del Nord; per l’evangelizzazione del Nord; per la promozione dei vari interscambi tra il Sud e il Nord; per la vera riconciliazione tra il Sud e il Nord; per la riunificazione pacifica tra il Sud e il Nord. Inoltre il 21 giugno, presso il Seminario maggiore dell’arcidiocesi di Daegu, si terrà una conferenza su «Il futuro della penisola coreana attraverso gli interscambi tra il Sud e il Nord» con l’intervento di presuli ed esperti.

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19 agosto 2018

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