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Una nuova idea di sviluppo

· Intervento della Santa Sede ·

Occorre rafforzare l’integrazione delle tre dimensioni fondamentali di uno sviluppo sostenibile: l’economia, la società e l’ambiente. «Senza dubbio non si può affrontare un pilastro indipendentemente dall’altro. Per esempio, privilegiare la protezione dell’ambiente o della crescita economica, senza considerare la dignità della persona umana e il bene comune della società come un tutto, sarebbe contrario alla vera natura dell’agenda».

Questo il punto centrale dell’intervento della Santa Sede, lunedì 20 luglio, durante i negoziati intergovernativi relativi all’agenda sullo sviluppo post-2015, un documento che deve tracciare le future linee di azione dell’Onu su tutta una serie di temi cruciali: dall’istruzione all’ambiente, dall’energia all’acqua, dal cibo alla lotta contro le disuguaglianze sociali.

La Santa Sede ritiene che l’attuale bozza dell’agenda «porti la comunità internazionale nella giusta direzione, verso la realizzazione di un’agenda universale, ambiziosa e trasformativa che metta fine alla povertà e raggiunga uno sviluppo sostenibile per l’umanità e il pianeta». In particolare, la delegazione della Santa Sede ai negoziati giudica positivamente «il riconoscimento che lo sradicamento della povertà è la più grande sfida globale e la decisione di liberare l’umanità dalla tirannia della povertà in tutte le sue forme».

Pur riconoscendo il valore del lavoro svolto per arrivare alla bozza attuale, la delegazione della Santa Sede ha voluto dare alcune indicazioni per possibili miglioramenti. Nessun Paese dev’essere lasciato indietro: l’agenda dell’Onu deve rivolgersi ai bisogni di tutti, senza fare discriminazioni. La bozza deve poi sottolineare «più direttamente» la necessità di un approccio che metta al centro la persona umana e per questo «incoraggiamo la mobilitazione di risorse finanziarie e non finanziarie, attraverso tutti i canali» incluse la scienza, la tecnologia, l’innovazione, guardando in particolare alle popolazioni più povere e colpite dalla crisi.

Il testo integrale dell'intervento 

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09 dicembre 2019

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