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Per una nuova fraternità
oltre il mito dell’efficienza

· Simposio della Pontificia Accademia per la vita sulle cure palliative ·

In una società che fa dell’efficienza un mito assoluto e, di conseguenza, considera i malati e gli anziani un peso, senza più nulla da offrire, occorre «reinventare una nuova fraternità». È questa la «sfida antropologica e sociale dei nostri giorni» evidenziata dall’arcivescovo Vincenzo Paglia parlando del simposio internazionale «Religione ed etica medica: cure palliative e salute mentale degli anziani» che si svolge l’11 e il 12 dicembre all’Augustinianum di Roma.

Nella mattina di martedì 10 dicembre, nella Sala stampa della Santa Sede, il presidente della Pontificia Accademia per la vita ha presentato ai giornalisti il convegno organizzato insieme al World Innovation Summit for Health (Wish) nell’ambito di una collaborazione mirata a promuovere la diffusione delle cure palliative «sia per rispondere alla tentazione che viene dall’eutanasia e dal suicidio assistito, sia soprattutto per far maturare una cultura della cura che permetta di offrire una compagnia di amore sino al passaggio della morte». In tal senso, Sultana Afdhal, amministratore delegato di Wish (che è un’emanazione della Qatar Foundation), ha ricordato la dichiarazione congiunta, firmata con la Pontificia Accademia per la vita nel gennaio di quest’anno, e che è diventata la base per un documento orientativo sulle cure palliative approvato da un folto gruppo di leader delle religioni abramitiche.

Il simposio romano, ha spiegato l’arcivescovo Paglia, metterà a confronto esperti di tutto il mondo su due tematiche fondamentali: da una parte «il crescente invecchiamento della popolazione», dall’altra la progressiva diffusione «di una cultura eutanasica». Di contro, l’obiettivo è quello di far emergere l’importanza del «recupero di un accompagnamento integrale del malato nell’ambito della medicina contemporanea», nella consapevolezza che «possiamo curare anche quando non possiamo più guarire, facendo quadrare l’attenzione alla persona con i bilanci economici».

Un capitolo particolare, ha aggiunto il presule, sarà dedicato al delicatissimo ambito dell’accompagnamento dei bambini nel periodo della malattia e della sofferenza. Si tratta — ha detto in conferenza Kamran Abbasi, direttore esecutivo del British Medical Journal — di incoraggiare un dibattito aperto ed equilibrato, con solide basi scientifiche, «che rifletta opinioni mediche, legali, etiche e religiose».

Importantissima, ha sottolineato il presidente della Pontificia Accademia per la vita, la «prospettiva comune» di chi porta con sé i valori dell’esperienza religiosa. Si propone, ha detto monsignor Paglia, «un accompagnamento che guardi alle dimensioni fisiche, emotive e spirituali di ogni persona». Infatti «una lettura dell’esistenza umana e della realtà che valorizzi l’esperienza religiosa, consente di vedere e affermare un bene che va al di là della sola misura del calcolo. Il riconoscimento della costitutiva apertura alla trascendenza della persona consente di affermare che nella vita umana, anche quando è fragile e apparentemente sconfitta dalla malattia, vi è una preziosità intangibile», ha concluso.

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26 febbraio 2020

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