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Una nuova Bibbia
latino-italiana

· ​Nella tradizione secolare dell’editoria vaticana ·

È un vero monumento scritturistico ed editoriale La sacra Bibbia latina e italiana (pagine 4417, euro 42) curata da Fortunato Frezza, canonico vaticano e già sottosegretario del Sinodo dei vescovi, che verrà presentata alle 16.30 di lunedì 26 gennaio all’Augustinianum di Roma dal cardinale Giuseppe Betori, da Cesare Mirabelli, Romano Penna e Giuseppe Costa.

Domenico Ghirlandaio, «San Girolamo nello studio» (1480, particolare)

Nello storico flusso di trasmissione della rivelazione biblica scritta - scrive il cutratore nella nota liminare - l’editoria vaticana vanta una tradizione secolare, che risale al periodo della prima apparizione della stampa, quando Papa Paolo II durante il settennio del suo pontificato, dal 1464 al 1471, manifestò un vivo interesse per l’attività tipografica, novità del secolo, che il suo successore Pio V portò a un elevato grado di perfezione, affidando la Stamperia Vaticana a Paolo Manuzio, figlio di quell’Aldo ritenuto massimo tipografo editore del tempo, spentosi nel 1515.

Emanarono da questo laboratorio le edizioni clementine della Vulgata negli anni 1592, 1593, 1598. A questa pionieristica editoria di esecuzione dei decreti del Concilio di Trento seguirono imponenti opere di traduzione nelle lingue vernacole, dalla King James’ Bible inglese del 1611, alla francese Bibbia del De Sacy nel periodo 1667-1695. Mentre in Germania Lutero aveva già pubblicato la sua traduzione tra il 1522 e il 1534, in Spagna, dopo il Concilio di Trento, l’Inquisizione pose il veto alla stampa e alla stessa lettura della Bibbia nella lingua nazionale, interdetto che di fatto si protrasse fino 1780, superato con la traduzione dello Scio del 1790. Intanto era iniziata nel 1769 la pubblicazione dei libri biblici nella celebrata versione italiana del Martini.
Dal XIX secolo in poi predominarono gli studi critici del testo biblico, quando nel 1926, anno della fondazione giuridica della Libreria Editrice Vaticana, la Tipografia Poliglotta Vaticana iniziò a pubblicare la Genesi, primo volume di Biblia Sacra, iuxta latinam Vulgatam versionem nell’edizione critica della Pontificia Commissione per la revisione ed emendazione della Volgata formata dai Monaci Benedettini dell’Abbazia di San Girolamo in Urbe. È questo il primo dei 18 volumi che si susseguiranno nel tempo fino al 1995. L’intera collezione, per metodologia di elaborazione scientifica e risultati consolidati, costituisce in assoluto il vertice della qualità raggiunto in campo biblico dalla Libreria Editrice Vaticana. Nel 1929, in concomitanza di tempo, la medesima Tipografia pubblicò ancora una pregevole edizione della Vulgata Clementina, opera di un erudito prete bresciano, Luigi Gramatica, Prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano.
A cinquanta anni di distanza esigenze di rinnovamento liturgico condussero Paolo VI a disporre la pubblicazione della Nova Vulgata. Bibliorum Sacrorum Editio Sacrosancti Oecumenici Concilii Vaticani II ratione habita, iussu Pauli pp. VIrecognita, auctoritate Ioannis Pauli pp. II promulgata, che dopo quattro secoli dalla prima edizione clementina della Vulgata del 1592, di ossequio tridentino, porta anch’essa un sigillo conciliare, quello del Vaticano II.

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