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Un’altra avventura
per Blake e Mortimer

· Il misterioso furto delle tavole originali di Edgar P. Jacobs ·

Nell’album di Tintin Lo scettro di Ottokar, in una vignetta, quella in cui il reporter riceve dal re di Sildavia Muskar XII l’onorificenza del Pellicano d’oro alla reggia di Klow, si intravede tra la folla un ufficiale sildavo in divisa da cerimonia, con capelli e baffi neri come il carbone. Personaggio di finzione, il militare appare con le sembianze di una persona realmente esistita e che riveste una importanza particolare per Hergé: si tratta di Edgar P. Jacobs, amico e co-disegnatore dei primi volumi delle avventure di Tintin, che diventerà più tardi fumettista a pieno titolo. Oggi ancora, grazie alla serie che lo ha reso celebre, Le avventure di Blake e Mortimer, Jacobs, morto nel 1987, gode di una grandissima popolarità. Otto album scritti tra il 1946 e il 1971, prima che altri autori gli dessero il cambio.

Particolare della copertina  dell’album «La marque jaune» (1956)

Nel corso degli episodi, Jacobs porta in giro per il mondo Sir Francis Blake, capitano dei servizi segreti britannici MI5, e il professor Philip Mortimer, fisico nucleare scozzese. I due eroi viaggiano ovunque: dal Golfo Persico con l’album Il segreto dell’Espadon al Giappone con Le tre formule del professor Sato, passando anche per l’Egitto con Il mistero della grande piramide e naturalmente la città di Londra, terrorizzata dal Marchio giallo. Dagli anni Quaranta in poi, non si contano più in tutto il mondo gli appassionati di questa serie, un mix di realismo e fantascienza, a volte considerata il Tintin per i grandi, con tanto di pagine, referenze storiche, geografiche e culturali e un alto livello linguistico.
Allora non ci stupisce che gli amatori della “linea chiara” si siano allarmati quando, pochi giorni fa, la stampa belga ha rivelato un fatto impensabile: duecento illustrazioni originali sparite da una cassaforte in una banca di Bruxelles. Poco prima di morire, l’autore di Blake e Mortimer aveva prudentemente creato nel 1984 una fondazione per evitare «la dispersione della sua opera o eventuali speculazioni di affaristi del mondo dei fumetti», come viene indicato negli statuti della fondazione. Quello che è successo oggi dimostra come i timori dell’autore fossero più che giustificati. Probabilmente, le opere saranno via via vendute sottobanco a ricchi collezionisti. Basti pensare che, un anno fa, una sola illustrazione del mitico Mistero della grande piramide è stata aggiudicata a 205 mila euro dalla casa d’aste Christie’s.
Come è possibile che gli originali delle illustrazioni siano spariti dalle casseforti della banca Bruxelles-Lambert? Tutti gli sguardi si dirigono verso l’ex presidente della fondazione, Philippe Biermé, amico intimo di Jacobs dalla gestione alquanto superficiale. Interrogato dalla stampa, elude la domanda in questi termini: «Non c’è mai stato un elenco di tutte le tavole conservate, allora come si può parlare di illustrazioni sparite?». «Ho richiesto più volte ufficialmente a Biermé di fare questo elenco, ma mi rispondeva sempre che non aveva tempo», si rammarica Pierre Lebedel, l’attuale amministratore della fondazione. Nel 2009, Dargaud, editore dei nuovi album di Blake e Mortimer, aveva chiesto l’accesso agli originali esistenti da scannerizzare a sue spese, ma questa richiesta non era stata accolta.
Cosa succederà per le illustrazioni in mano a numerosi collezionisti? Alcuni di loro affermano di disporre di fatture ufficiali. Ma potevano veramente ignorare che questi originali erano proprietà della fondazione Jacobs? Ancora una volta plana l’ombra di un mistero, che avrebbe certamente ispirato, se l’autore fosse stato ancora in vita, un nuovo album di Blake e Mortimer.

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10 dicembre 2019

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