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Una nazione senza terra

· ​Oltre sessanta milioni i profughi nel mondo ·

Alla frontiera tra Siria e Turchia (Ap)

I profughi a causa di conflitti e persecuzioni, sono ormai oltre sessanta milioni, il numero più alto di sempre. E la metà sono bambini. Se fossero una Nazione, si collocherebbe tra le trenta più popolose. Il numero emerge da un rapporto pubblicato oggi a Ginevra dall’alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr), secondo il quale già a fine 2014 rifugiati e sfollati interni erano 59 milioni e mezzo. E nei primi sei mesi di quest’anno le fughe da zone di guerra e di persecuzioni sono tutt’altro che diminuite. Proprio nel 2014 si è registrato il maggiore aumento annuale. Nel 2013, infatti, i profughi censiti dall’Unhcr erano 51 milioni e duecentomila. La tendenza conferma un fenomeno epocale. Appena dieci anni fa, l’Unhcr riferiva di 37 milioni e mezzo di persone. flussi dei profughi, come del resto quelli dei migranti per fame ai quali sono da tempo associati, sono soprattutto tra sud e sud del mondo. Meno rilevanti, sia pure anch’essi in netto aumento, sono quelli verso i Paesi del nord ricco del mondo. Ciò nonostante, sembrano prevalere, in Europa e non solo, gli atteggiamenti di rifiuto e di respingimento, sui valori di umanità e di solidarietà che pure vengono solennemente dichiarati nelle Costituzioni e nelle convenzioni internazionali. In attesa che il Consiglio europeo della prossima settimana prenda decisioni che tutti giudicano ormai improcrastinabili, alle affermazioni di disponibilità continuano ad affiancarsi fatti in direzione diametralmente opposta. Ieri, nel giorno in cui l’Ungheria ha annunciato che costruirà una barriera lungo il confine con la Serbia per fermare il flusso di migranti e profughi, il primo ministro britannico, David Cameron, in visita in Italia, ha confermato che il suo Governo respinge le quote obbligatorie di accoglienza previste dal piano della Commissione europea, pur assicurando l’impegno del suo Paese nel fornire risorse e personale. 

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20 luglio 2019

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