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Una minaccia sottovalutata

· Obama spiega che il pericolo costituito dall’Is non è stato tenuto nella giusta considerazione ·

La crisi provocata dall’offensiva dei terroristi del cosiddetto Stato islamico (Is) è stata resa possibile anche dalla sottovalutazione del pericolo che rappresentavano e, al contrario, dalla sopravvalutazione delle capacità e della volontà dell’esercito iracheno di rispondere alla minaccia. 

Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in un’intervista all’emittente televisiva Cbs. Secondo il presidente, i servizi di intelligence non hanno compreso che approfittando del conflitto siriano i miliziani dell’Is «sono stati in grado di rinascere, di sfruttare il caos e di attrarre combattenti stranieri». Per Obama, una soluzione duratura all’attuale crisi potrà essere solo politica, con «un cambiamento del significato che non solo l’Iraq, ma anche la Siria e altri Paesi della regione attribuiscono alle intese politiche». Bisogna infatti «combattere questo cancro non in modo settario — sciiti, sunniti e curdi — ma uno accanto all’altro».

Sulla minaccia dell’Is è tornato a intervenire anche il Governo di Mosca, sostenendo che a contenerne l’azione ha contribuito il proprio veto alle proposte di risoluzione dell’Onu contro il Governo siriano del presidente Bashar Al Assad. «Se ora non ci fosse la guida del Governo legittimo in Siria, la cosiddetta capitale dell’Is non sarebbe Ar-Raqqah, ma Damasco», ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo, Mikhail Bogdanov, al quotidiano «Kommersant». Bogdanov non si è espresso su un eventuale intervento di terra contro l’Is da parte della coalizione guidata dagli Stati Uniti, ipotesi peraltro finora sempre esclusa da Washington. «Dipende dal tipo di operazione, da chi vi parteciperebbe e con quali obiettivi», ha spiegato, precisando comunque che l’intervento dovrebbe avere l’approvazione del Consiglio di sicurezza dell’Onu ed essere gestito «con i Governi degli Stati sul cui territorio tali operazioni potrebbero in teoria svolgersi», cioè appunto quello di Damasco, oltre a quello di Baghdad.

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13 dicembre 2019

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