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Una magna charta
contro la violenza in Pakistan

· I vescovi chiedono al Governo misure improrogabili ·

Urgono «misure improrogabili» che pongano fine all’aumento della violenza e dell’intolleranza religiosa e che mettono in pericolo la convivenza civile e sociale in Pakistan.

Suore pakistane manifestano all’indomani dell’uccisione di una coppia di cristiani a Lahore

È quanto chiedono i vescovi in un appello rivolto al Governo nel quale viene sottolineato «il fallimento dell’amministrazione civile e giudiziaria».

In un documento, a firma del presidente della Conferenza episcopale, monsignor Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi, e del rappresentante dell’Associazione dei superiori maggiori, padre Pascal Paulus, i religiosi mettono le autorità civili di fronte alle loro responsabilità inoltrando stringenti richieste all’esecutivo e alla Corte suprema»: «L’omicidio di Shahzad Masih e di Shama Bibi a Kasur ricorda che l’intolleranza in nome della religione è andata ben oltre lo stato di diritto: la giustizia sommaria — afferma il testo diffuso anche dall’agenzia Fides — vìola la Costituzione e il codice penale. Tali incidenti riflettono la mancanza di governance, il fallimento dell’amministrazione civile e del sistema giudiziario, che garantiscono l’impunità a questi crimini contro l’umanità».

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13 dicembre 2019

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