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Una macchia
sulla coscienza

· ​Leader religiosi britannici chiedono alla premier May di accogliere i bambini profughi di Calais ·

La situazione dei migranti di Calais e la mancata accoglienza dei bambini che vi sono accampati pesano come «una macchia sulla coscienza» sia della Gran Bretagna sia della Francia. 

Il campo profughi a Calais

È quanto hanno denunciato, nei giorni scorsi, alcuni leader religiosi britannici in un accorato appello in cui sollecitano il governo guidato da Theresa May ad accogliere finalmente almeno una quota di piccoli profughi abbandonati del campo “Jungle”, prima che questo sia sbaraccato come annunciato di recente dal presidente francese, Francois Hollande.
L’appello è firmato da lord Rowan Williams, già primate della Comunione anglicana, da diversi vescovi anglicani e metodisti, dal segretario generale islamico del Muslim Council of Britain, Harun Rashid Khan, da Laura Janner-Klausner, rabbino capo nel Regno Unito del Movement of Reform Judaism, e dal rabbino Janet Darley, del Liberal Judaism.
«Nessuno di noi vuole che il campo “Jungle” continui a esistere — si legge nel testo degli esponenti religiosi — ma la necessità di proteggere i bambini è ancor più essenziale per evitare che essi subiscano ulteriori traumi» durante le fasi dello sgombero.
Secondo i calcoli di alcune organizzazioni umanitarie, la Gran Bretagna dovrebbe accogliere quattrocento minori, su circa mille indicati come orfani o abbandonati, mentre gli altri potrebbero essere suddivisi tra la Francia e vari paesi europei in cui risulta abbiano familiari già residenti.

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