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Una lunga scia di sangue

· Altri sette migranti morti recuperati sulle coste turche ·

Non si ferma la lunga scia di sangue legata all’immigrazione. I corpi di sette migranti sono stati ritrovati la scorsa notte nella provincia di Smirne, sulla costa egea della Turchia. Come riporta l’agenzia di stampa Anadolu, sei corpi sono stati segnalati da alcuni residenti nel distretto di Seferihisar, che hanno poi avvisato la polizia, mentre il settimo in quello di Menderes.

Migranti tra Serbia ed ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Afp)

Le autorità turche ritengono che siano annegati nelle scorse ore in alcuni naufragi nell’Egeo mentre cercavano di raggiungere le vicine isole greche. Intanto, in Europa si continua a discutere sulla tenuta del sistema di Schengen. Il commissario europeo per l’Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, in un’audizione oggi al Parlamento Ue, ha dichiarato che «se Schengen collassa allora sarà l’inizio della fine del progetto europeo. Schengen non è il problema, è la più grande conquista che abbiamo conosciuto». Adesso però, ha aggiunto Avramopoulos, «dobbiamo fare tutto il nostro meglio per fare in modo che continui a esistere». Con la crisi dei migranti «ci troviamo in un momento critico, è in gioco la nostra unità. Sempre più Stati membri stanno reintroducendo controlli alle frontiere», ma per Avramopoulos la risposta deve essere «un’agenda comune». E a questa agenda comune sta lavorando nelle ultime ore il primo vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, secondo cui «occorre far partire lo schema di riallocazione dei rifugiati e rimandare indietro quelli che non hanno il diritto di restare».

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15 ottobre 2019

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