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Una Lady silenziosa e dolcissima

Pubblichiamo stralci dell’articolo uscito sull’«Osservatore Romano» del 26-27 settembre 1988

Nell’itinerario poetico e, spirituale di T. S. Eliot ha un suo risalto, non per la frequenza, ma per l’importanza dei versi in cui compare, la figura della Madonna. Vien fatto di sottolinearlo con gioia, in quest’anno in cui cade il centenario della nascita del poeta e che è stato, insieme, per quasi due terzi, un Anno Mariano (conclusosi il 15 dello scorso agosto, con la festa dell’Assunta). Vediamo dunque le composizioni eliotiane in cui è evocata Maria. 

Rubens, «Assunzione della Vergine» (1626, particolare)

In A Song for Simeon (“Cantico di Simeone”), uno dei quattro Ariel Poems pubblicati negli Anni Trenta, l’evocazione è breve quanto struggente. Il vecchio Simeone, che parla in prima persona, sulla linea dell’episodio evangelico che lo include (la presentazione di Gesù al Tempio), dopo le riflessioni, in gran parte amare, che lo riguardano si rivolge improvvisamente a Maria, che così scopriamo presente sullo sfondo della poesia ed attenta ascoltatrice, per farle una dolorosa profezia: «E una spada trapasserà il tuo cuore, anche il tuo ». Possiamo, anzi dobbiamo pensare alla presenza di Maria, non estrinsecata ma necessaria, anche in The Journey of the Magi (“Viaggio dei Magi”), un altro degli Ariels Poems, pressappoco coetaneo di A long for Simeon, in cui il narratore, un Re Mago turbato e perplesso, ha la simultanea visione del Presepe e del Calvario. Ma qui l’evocazione è indiretta, nessuno si rivolge a Maria, e un lettore cristiano la ricorderà soltanto in rapporto a quella doppia situazione, della nascita e della morte di Cristo, per quel che egli ne sa dai Vangeli, non dalla poesia. 

Le composizioni eliotiane in cui Maria ha, invece, grandissimo spicco. sono Ash-Wednesday (“Mercoledì delle Ceneri”) e The Dry Salvages. Si tratta di due delle composizioni maggiori di Eliot. 

Mercoledì delle Ceneri, di poco anteriore ai due Ariel Poems che abbiamo menzionato, segna una tappa fondamentale dell’itinerarium mentis del poeta: quella della sua conversione e della sua esplicita adesione alla High Church (il ramo della Chiesa anglicana più vicino al cattolicesimo). Ash-Wednesday rappresenta, nella poesia eliotiana, una sorta di linea equatoriale che divide l’emisfero del deserto, a cui è improntata la prima fase, dalle Observations a The Hollow Men (“Gli uomini vuoti”),.. culminando in The Waste Land (“La terra desolata”) e l’emisfero del giardino, immagine di fertilità spirituale. Da questo equatore, i due emisferi sono entrambi vicini ed alternamente osservati, in un muoversi tra dubbio e ricerca, tra sfiducia e speranza, che caratterizza il «penitente» (protagonista della poesia) attraverso i vari momenti di cui la poesia stessa è composta. Al « giardino» è associata l'immagine di una misteriosa Lady, silenziosa e dolcissima, in cui Eliot (che tanto, per sua stessa ammissione, aveva imparato da Dante) sembra quasi voler sommare le angeliche figure femminili che aiutano Dante sulla via della salvezza. A tratti la Lady fa pensare a una Beatrice (anche se più preraffaellita, forse, che dantesca), a tratti a una Matelda che si muove tra i fiori; ma l’aspetto in cui la sua evanescente figura tende poi definitivamente a fissarsi è senz’altro quello di Maria, la prima e più valida soccorritrice del peccatore che vuole affrontare la dura via della penitenza. Anche esteriormente la Lady ci richiama con sicurezza alla Madonna, poiché è vestita di bianco e di azzurro, «i colori di Maria ». Ma soprattutto il senso della sua sofferenza redentrice e della sua grande pietà ci fa pensare, senza possibilità di dubbio, alla Vergine. 

E nelle espressioni liturgiche che chiudono ogni singola parte di Ash- Wednesday abbiamo per ben due volte delle invocazioni mariane: dall’Ave Maria («Prega per noi ora e nell'ora della nostra morte ») e dalla Salve Regina («E dopo questo nostro esilio...»). 

The Dry Salvages, l’altra composizione in cui è presente la Madonna, appartiene ad anni molto più tardi: è infatti il terzo dei Quattro Quartetti (che della poesia non drammatica eliotiana sono l’ultimo e grandissimo frutto), e fu composto durante la seconda guerra. mondiale. Ciascun Quartetto s’impernia su uno dei quattro elementi, e The Dry Salvages è il Quartetto dell’elemento acqua, visto prima nel fiume (il gran fiume Mississippi, che bagna la città natale di Eliot, St. Louis) e poi nel mare (l’Atlantico osservato, nella fanciullezza del poeta, dalla costa del Massachusetts dove sorgono, presso Cape Ann, i tre scogli che danno il titolo al poema).

di Margherita Guidacci

Donna il cui tabernacolo sorge sul promontorio

Donna il cui tabernacolo sorge sul promontorio,
Prega per tutti i naviganti, per tutti
I pescatori e per quelli
Che vivono di un lecito commercio
E quelli che li guidano.
Anche ripeti una preghiera per le donne che videro
I loro sposi e figli
Partire senza ritorno: Figlia del tuo figlio,
Regina del cielo.
E prega per coloro che navigarono e il viaggio
Chiusero sulla sabbia, nelle labbra del mare
O nella nera gola che mai li renderà
O dovunque non possa raggiungerli la voce.
Della campana marina nel suo perpetuo Angelus. 

Thomas Stearns Eliot 

Da Four Quartets, The Dry Salvages IV; traduzione di Margherita Guidacci

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