Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Una ignota
e tremenda epidemia

· Camillo de Lellis con i suoi compagni tra gli appestati di Roma ·

Giovanni Battista Piranesi, «Terme di Diocleziano» (1774)

Ma nell'agosto del 1590 una ignota e tremenda epidemia scoppiò nel quartiere di Roma dove si trovavano le rovine delle Terme di Diocleziano (su cui oggi sorge in parte la chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri; le rovine coprono un'area di 20 per 380 metri; erano state costruite da circa 40.000 schiavi, la maggior parte cristiani). Tutto quel quartiere era gremito di operai fatti venire da Sisto v dalla Lombardia, dalla Liguria e da Napoli per sviluppare le industrie della lana e della seta. L'affollamento era pauroso; e quando la stagione diventò eccezionalmente calda, e sopravvennero delle piogge torrenziali che provocarono lo straripamento del Tevere, l'epidemia prese a infuriare con inaudita veemenza. (La popolazione di Roma, che sotto Gregorio xiii era aumentata da 90.000 a 140.000, al principio del 1591 era scesa a 116.698). Camillo cominciò a organizzare la distribuzione dei viveri e a cercare i malati, poiché spesso intere famiglie, colpite dal male, rischiavano di morire senza soccorso né sepoltura, contribuendo così ad aumentare il già orribile lezzo che gravava sulla città. I viveri venivano distribuiti non soltanto nelle case, ma per le strade, lunghe talvolta centinaia di metri. Doveva certamente essere un curioso spettacolo vedere il gigantesco Camillo scalare le finestre, quando trovava le porte chiuse; arrampicarsi sulle rovine, salire fin sui tetti, nella sua ricerca degli appestati, e tutto questo, bisogna ricordare, sempre patendo per la piaga alla gamba e per la pesante fascia di ferro che era costretto a portare per comprimere l'ernia; ma ciò che più di tutto sbalordiva la gente era il suo straordinario successo con i bambini. Molto spesso doveva strapparli dal petto di madri morenti o infette e, dopo i primi vagiti, riusciva sempre ad acquietarli e persino a far loro prendere del latte fresco da due capre che conduceva sempre con sé.

Cyril Charles Martindale

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE