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Primi raid russi in Siria

· Secondo fonti di Washington ·

Primi raid russi in Siria. Secondo fonti dell’Amministrazione statunitense, i caccia di Mosca hanno iniziato oggi le operazioni per contrastare l’avanzata dello Stato islamico (Is) nei pressi di Homs. 

Residenti della città siriana di Douma in seguito a un bombardamento (Reuters)

Damasco ha reso noto di aver chiesto l’intervento delle forze russe: «Qualunque incremento nel sostegno militare russo alla Siria è avvenuto, e sta avvenendo come risultato di una richiesta formulata dallo Stato siriano» si legge in una nota. Il Parlamento russo ha approvato all’unanimità i raid; il centro delle operazioni — ha informato il Cremlino — è la capitale irachena Baghdad. Sempre questa mattina la coalizione a guida statunitense ha effettuato trenta raid, 26 in Iraq e altri quattro in Siria.

Sul terreno, intanto, le violenze non conoscono tregua. Sono almeno 27 le persone, tra le quali sei bambini, uccise oggi in bombardamenti nella regione di Homs. A darne notizia è l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, espressione di una parte dell’opposizione al presidente Al Assad.

Il lancio dei raid russi arriva a meno di 24 ore dalle ultime dichiarazioni del presidente statunitense, Barack Obama, in un summit sul terrorismo alle Nazioni Unite. «Sono ottimista: in Iraq e in Siria l’Is è circondato da forze che vogliono distruggerlo e abbiamo visto che può essere sconfitto sul campo di battaglia» aveva dichiarato Obama, ieri, lanciando l’ipotesi di una grande coalizione per fermare la minaccia jihadista. Al summit avevano preso parte i leader di almeno cento Paesi, ma era assente proprio Putin. «La lotta all’Is non è solo una campagna militare, ma una situazione molto complessa», nella quale un ruolo determinante deve averlo soprattutto la lotta alla propaganda, a partire da quella on line» aveva detto l’inquilino della Casa Bianca.

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