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Giustizia economica e sociale

· Secondo il Wcc cresce nel mondo il divario tra ricchi e poveri ·

Ginevra, 8. Il divario tra ricchi e poveri nel mondo continua a crescere e le Chiese devono impegnarsi di più per garantire giustizia economica per le rispettive comunità: è quanto è stato sottolineato durante la riunione del comitato centrale del World Council of Churches (Wcc) svoltasi nei giorni scorsi a Ginevra sul tema «Pellegrinaggio di giustizia e pace». 

Il comitato, composto da centocinquanta membri, è uno dei principali organi di governo del Consiglio ecumenico delle Chiese, negli ultimi tempi sempre più attento alle conseguenze della crisi economica che sta provocando forti disuguaglianze in molti Paesi del pianeta.

Secondo Manuel Montes, esperto di finanza e sviluppo presso il South Centre di Ginevra, milioni di persone soffrono a causa delle falle nel sistema economico globale. «L’attuale sistema — ha sottolineato — favorisce i creditori e non i debitori». Parlando della crisi economica del 1920 e del crollo del sistema finanziario nel 2007-2008, Montes ha osservato che molti avvenimenti del ventesimo secolo, con il loro carico di distruzione, hanno pesanti ripercussioni sull’attuale situazione economica, definita «una sfida per le comunità di fede».

L’economista ha illustrato al pubblico il lavoro di un gruppo di esperti ecumenico su una nuova architettura finanziaria ed economica internazionale. L’équipe ha sviluppato strategie destinate alle Chiese affinché possano promuovere sistemi economici etici, giusti e sostenibili. Montes ha puntato l’attenzione sulla Dichiarazione di São Paolo (esaminata a Busan) sulle trasformazioni finanziarie internazionali, che incoraggia azioni visibili a favore dell’inclusione sociale, della giustizia di genere e della cura per l’ambiente, ponendo limiti all’avidità dell’uomo e promuovendo un’economia della vita.

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