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Per una giustizia diversa

· La questione penale ·

È appena uscito per Vita e Pensiero il volume Una giustizia diversa. Il modello riparativo e la questione penale (Milano, 2015, pagine 132, euro 15).

Antonio Canova, «La giustizia» (1792, Galleria Piazza Scala, Milano)

Nel saggio introduttivo il curatore, Luigi Eusebi, sostiene che se è la forza il vero motore delle cose, nella storia e nei rapporti più minuti, allora finisce per essere nel torto chi non ne abbia accumulato abbastanza per vincere e non essere sconfitto: così che Hitler addebitò, da ultimo, all’inadeguatezza del popolo tedesco il mancato raggiungimento degli obiettivi che aveva aperto al Reich il suo illuminato condottiero.

E se il fine resta quello dell’imporsi sull’altro, allora la propria autoidentificazione, la percezione di un ruolo da assumere con successo nella vita, finisce per essere legata all’esistenza di un nemico, individuato come un ostacolo ai propri progetti e alla propria affermazione. Talvolta, addirittura, si ha bisogno di un nemico, o almeno di un avversario, come alibi per scaricare su di lui le proprie frustrazioni o come surrogato per dare un senso alla vita; oppure come strumento di affermazione per una classe dirigente o uno Stato.

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18 settembre 2019

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