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Una giornata
centroamericana

· Intervista all’arcivescovo di Panamá sulla prossima gmg ·

Tra poco più di quattro mesi si aprirà la giornata mondiale della gioventù (gmg), in programma a Panamá dal 22 al 27 gennaio. Ci sono tanto lavoro e tanta dedizione dietro questo avvenimento che coinvolge non solo lo stato ospitante ma tutta l’America centrale. Lo hanno voluto così i vescovi fin dall’inizio: la gmg della Chiesa in Centroamerica. Monsignor José Domingo Ulloa, arcivescovo di Panamá e presidente della Conferenza episcopale, il 6 settembre ha incontrato Papa Francesco per parlare dei preparativi di questa grande festa dei giovani. In questa intervista all’Osservatore Romano il presule assicura che alcuni frutti si stanno già vivendo e sperimentando nella realtà del paese. Per esempio, sono nate le “ecoparrocchie”, nella consapevolezza della cura della casa comune. Le aspettative sono molte e ancor più le speranze per questo incontro che riunirà i giovani dei cinque continenti. Giovani pellegrini, anticipa l’arcivescovo, che riceveranno due rosari di legno di olivo di Betlemme: un gesto significativo e un impegno a pregare per la pace, in particolare in Terra santa.

Siamo entrati nella fase finale del cammino verso la gmg. Come procedono gli ultimi preparativi?

In questo momento ci stiamo occupando delle iscrizioni dei giovani che parteciperanno, dei vescovi, dei sacerdoti... Stiamo già preparando il kit degli zaini, gli alloggi e i trasporti. Che cosa ci resta ancora da fare? Accertarci che le iscrizioni a livello mondiale si possano effettuare nei tempi previsti per poter accogliere tutti nel modo migliore ed evitare risposte improvvisate all’ultimo momento.

La mattina del 6 settembre ha incontrato Papa Francesco. Che cosa gli ha raccontato dell’organizzazione della gmg e che cosa ha detto lui?

In primo luogo ci ha ringraziati per tutto l’impegno che stiamo profondendo. Ho parlato al Papa del gruppo di oltre trecento giovani sulle cui spalle ricade tutta la preparazione. Gli ho anche assicurato che abbiamo accolto le parole e la sfida da lui lanciate in Polonia: preparate questa giornata insieme ai vostri nonni. Lui se ne è rallegrato e ci ha detto che sono i nonni le persone che incidono davvero sulla vita dei giovani. Gli ho anche potuto parlare dell’importanza di non escludere i bambini. Gli ho mostrato un video molto bello che abbiamo girato, con una marionetta del Papa che parla ai giovani. Ha riso molto, per la marionetta e per i bambini che le stavano accanto. Abbiamo parlato dei due grandi forum che si terranno nell’ambito della gmg, alla luce della Laudato si’. Uno lo sta organizzando la fondazione Giovanni Paolo IIe l’altro la Cancelleria della Repubblica di Panamá insieme all’Accademia delle scienze. Il Pontefice lo ha apprezzato e noi gli abbiamo detto che nell’ambito della preparazione abbiamo anche creato le “ecoparrocchie”. È un’iniziativa che aiuta ad avere coscienza già nelle parrocchie della necessità di riciclare e di prendersi cura dell’ambiente.

Quali sono gli altri frutti della gmg scaturiti in questi mesi di preparazione?

Uno dei grandi frutti che noi già vediamo e che desideriamo che ogni giovane partecipante alla giornata possa portare via con sé è la consapevolezza della cura della casa comune. Abbiamo anche posto l’accento sulla catechesi elaborata negli ultimi dodici mesi. Abbiamo affrontato l’aspetto ecologico, così come altri temi: la realtà dei giovani, Maria e il ruolo della donna, il cammino della Chiesa centroamericana. E Dio nella sua bontà arricchirà questo itinerario domenica 14 ottobre, con la canonizzazione di monsignor Romero.

Che cosa significa la gmg per la Chiesa in Centroamerica?

Fin dal suo annuncio abbiamo posto l’accento sul fatto che è una giornata centroamericana. Credo che i frutti che viviamo a Panamá si estendano e ci arricchiscano tutti. Siamo una sola Chiesa centroamericana. I frutti li stiamo già vivendo anche con il pellegrinaggio dell’icona e della croce. Questo ci ha aiutato molto. Ci siamo potuti preparare anche a livello centroamericano. Il frutto è che possiamo condividere il cammino di questa Chiesa e già lo vediamo: per esempio, in un notiziario sul percorso della gmg, che viene trasmesso una volta a settimana in tutto il Centroamerica e che proseguirà anche dopo la giornata.

Come le piacerebbe che fosse ricordato questo incontro di Panamá?

Vorrei che fosse ricordato come una giornata in cui c’è stato un incontro molto fraterno, dove abbiamo sentito la presenza di questa Chiesa madre, misericordiosa, che non esclude nessuno, che ci dà la forza per metterci al servizio degli altri.

Lei è appena tornato da una visita in Terra santa. Questo viaggio lascerà qualche segno sulla gmg?

È stato qualcosa di meraviglioso. Anzitutto per riporre nelle mani di Maria la giornata, ma anche per vedere un grande progetto che abbiamo realizzato. Doneremo due rosari a ogni pellegrino. Rosari realizzati in legno d’olivo di Betlemme. Questi rosari hanno consentito di beneficiare oltre duecentocinquanta famiglie. Si tratta di rosari artigianali fatti a mano da cristiani della Terra santa, e credo che ciò abbia un grande valore. Inoltre, con questa consegna, c’impegniamo a pregare per la pace nel mondo, per i giovani, ma in modo particolare a pregare per la realtà della Terra santa.

di Rocío Lancho García

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18 novembre 2018

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