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Una generale povertà di scrittura

· L’annata poco entusiasmante dei premi Oscar ·

I premi assegnati dalla Academy quest’anno - scrive Emilio Ranzato - sembrano essere stati distribuiti a caso. 12 anni schiavo di Steve McQueen, che vince come miglior film, porta a casa in tutto soltanto tre statuette — compresa però quella per la miglior sceneggiatura non originale — mentre Gravity di Alfonso Cuaron ne vince sette, comprese quelle importantissime per regia, fotografia e montaggio, senza arrivare sul gradino più alto.

Una scena dal film «La grande bellezza»

Un andamento caotico che riflette un’annata se possibile meno entusiasmante del solito per il cinema americano. Che un filmetto su una truffa alla Ocean’s eleven come American hustle di David O. Russell fosse stato candidato alla bellezza di dieci premi, era d’altronde un preoccupante segnale d’allarme. Ciò che spicca, in particolare, è una povertà di scrittura. Che dire poi della vittoria de La grande bellezza? Il film di Paolo Sorrentino non aveva ricevuto una grande accoglienza da parte della critica italiana né al festival di Cannes dove era stato presentato. Come storia di un personaggio che riflette malinconicamente su un’innocenza dissipata fra le maglie della più sciatta mondanità, si rivela in molti momenti auto indulgente e incline a un poetismo che strizza l’occhio all’estetica degli spot pubblicitari.

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22 agosto 2018

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