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Forza
da illuminare

· ​Orientamenti pastorali dei vescovi calabresi sulla pietà popolare ·

«Ogni organizzazione mafiosa è il rovescio di un’autentica esistenza credente e l’antitesi a una comunità cristiana ed ecclesiale. Seppur colorata di religiosità o di moralismo, la prassi mafiosa è sempre atea e antievangelica».

Lo scrive la Conferenza episcopale calabra nelle conclusioni degli Orientamenti pastorali — intitolati Per una nuova evangelizzazione della pietà popolare — diffusi i primi di settembre al termine della riunione della sessione estiva, svoltasi a Catanzaro, che ha fra l’altro portato all’elezione del nuovo presidente, monsignor Vincenzo Bertolone, arcivescovo di Catanzaro-Squillace. Un punto fermo, inequivocabile, quello del “no” senza condizioni alla ‘ndrangheta, che deve essere «chiaramente annunciato (soprattutto quando le letture lo permettono)» nella predicazione e nelle varie forme e gradi del ministero della Parola.

Espressione di fede, la pietà popolare nella terra di Calabria «ha lasciato radici profonde, sostenendo per secoli “l’impeto della tormenta”. Le nostre Chiese locali hanno già compiuto un lungo percorso di valorizzazione e purificazione della pietà e delle devozioni, ma siamo certi — si afferma nel documento — che lo spirito della “nuova evangelizzazione” ci porterà a un rinnovato impegno nella direzione indicata».

di Giovanni Zavatta

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13 dicembre 2019

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