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Una festa
per l’Africa

· Iniziativa per la raccolta fondi destinati alla Sierra Leone ·

AperiAfrica è un nuovo modello di raccolta fondi. Il gruppo Giovani costruttori per l’umanità ha organizzato un aperitivo itinerante per sensibilizzare i ragazzi sui problemi della Sierra Leone. Giunto alla sua terza edizione, l’appuntamento di venerdì 15 novembre si è tenuto presso l’agriturismo Il Borgo di Ariccia, nel cuore dei Castelli romani. Qui i ragazzi dell’associazione Ponte di umanità onlus hanno rivoluzionato le sale del locale allestendole a palcoscenico per il talent «Talenti in gioco». Nove concorrenti tra i quindici e i trent’anni, selezionati nella provincia di Roma, si sono esibiti in prove di canto e ballo. Le performance sono state giudicate da cinque giudici d’eccezione: Leonardo Bocci del duo artistico Actual, l’attrice di undici anni Sara Ciocca e il gruppo rock romano Ghost. Spazio anche alla moda. Trenta tra modelli e indossatori hanno sfilato in passerella con gli abiti confezionati dallo stilista Filippo Lafontana, che ha imbastito per l’occasione vestiti in tema africano. La festa ha svelato il suo carattere più innovativo solo a partire dalla mezzanotte. Una sala buia illuminata da luci ultraviolette e polveri fluorescenti ha fatto da sfondo a una festa animata dallo speaker radiofonico di Radio Globo, Riccardo Di Lazzaro e dai dj Matteo Nardini e Samir Taha. Per tutta la serata inoltre sono stati aperti stand gastronomici allestiti da aziende del territorio. Quanto raccolto nel corso della serata sarà destinato alla missione della diocesi di Albano a Makeni, in Sierra Leone. «Ci siamo impegnati a organizzare AperiAfrica con un budget non superiore al 25 per cento del ricavato previsto – ha raccontato il responsabile di Giovani costruttori per l’umanità Pasquale Chiaro –. Soldi che in parte abbiamo anticipato noi stessi. La maggior parte delle spese vengono pagate nel corso della serata. Per qualsiasi problema possiamo contare sul supporto dell’associazione di cui facciamo parte, Ponte di Umanità, che può utilizzare le donazioni senza una finalità specifica in suo possesso. Essendo una onlus, tutte le spese sono tracciabili, in assoluta trasparenza». Ed è proprio a Makeni che nasce l’idea di fondare un gruppo di giovani che possa impegnarsi a sostenere le attività del Centro missionario locale. Non solo con opere di carità, ma organizzando corsi di formazione per volontari sotto i 30 anni. «La nostra ricchezza è la diversa estrazione dei nostri ragazzi — ha continuato Chiaro —. Diverse fedi e realtà laiche hanno trovato nell’amore per l’Africa uno spazio di dialogo». L’AperiAfrica 2019 serve per finanziare la costruzione di una zona ludico-sportiva alla Primary School Guglielmo Grassi di Ropolon. La presenza dei missionari della diocesi di Albano a Makeni affonda le sue radici a 25 anni fa, quando, su intuizione dell’ex vescovo Dante Bernini recentemente scomparso, volontari e cittadini hanno iniziato a impegnarsi per migliorare le condizioni di vita della Sierra Leone. Il paese era in guerra e la prima raccolta fondi è servita a riscattare la vita dei bambini soldato schierati nelle battaglie. Con il tempo, e sotto la guida dei vescovi Agostino Vallini e Marcello Semeraro, sono stati costruiti ospedali, scuole e case per volontari. È stato dato spazio e sostegno alle attività sociali lavorative, opere di carità e all’avvio di progetti culturali. Non solo. La passione profusa dal Centro missionario diocesano, guidato oggi da don Pietro Massari, ha fatto sì che gli sforzi venissero diretti anche verso la provincia settentrionale di PortLoko e Yele, villaggio situato al centro esatto del paese. «Credo che il prossimo anno ci limiteremo a consolidare quanto abbiamo costruito finora — ha concluso Chiaro —. Abbiamo le strutture: adesso bisogna riempirle di studenti, ma anche di banchi, sedie, lavagne, libri, grembiuli. Di certo avvieremo nuove campagne di adozioni a distanza».

di Mirko Giustini

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23 febbraio 2020

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