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Una famiglia rohingya
ritorna in Myanmar

· Dopo la fuga ad agosto nel Bangladesh ·

Il governo del Myanmar ha deciso di rimpatriare una famiglia di rohingya, la minoranza etnica musulmana in fuga dalle violenze dei militari. Dall’agosto scorso, oltre 700.000 persone, soprattutto donne e bambini, sono scappate nel vicino Bangladesh.

Donne e bambini in un campo profughi rohingya (Ap)

Stando a un comunicato ufficiale di Naypyidaw, la famiglia, composta da cinque persone, è già tornata nello stato del Rakhine — da dove era fuggita otto mesi fa — e si è sistemata a casa di alcuni parenti. I profughi hanno ricevuto un documento di identità, ma non la cittadinanza, che il Myanmar, paese a maggioranza buddista, rifiuta sempre di concedere alla minoranza musulmana.

Nella nota ufficiale non è precisato se vi saranno altri rimpatri. Le Nazioni Unite hanno più volte evidenziato la mancanza delle condizioni per un «rientro sicuro, dignitoso e sostenibile» di decine di migliaia di persone.

L’Unhcr, l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati, ha chiesto alle autorità del Myanmar di «creare queste condizioni per il rientro, che vanno oltre le infrastrutture logistiche».

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26 settembre 2018

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