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Per una famiglia
presente

· Plenaria della Conferenza episcopale portoghese ·

Fátima, 16. Il contributo dei cattolici alla riflessione sulla famiglia, in vista della XIV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi che avrà luogo in Vaticano dal 4 al 25 ottobre sul tema «La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo»; l’invito ai partiti politici a presentare proposte concrete che abbiano come obiettivo il bene comune, a pochi mesi dalle elezioni politiche (in programma a settembre o a ottobre) nel Paese; la tutela della vita, con le necessarie modifiche da apportare alla legislazione nazionale affinché fronteggi in maniera più efficace la piaga dell’aborto. Sono stati questi i principali argomenti affrontati lunedì scorso a Fátima dal cardinale patriarca di Lisbona, Manuel José Macário do Nascimento Clemente, intervenuto all’assemblea plenaria della Conferenza episcopale portoghese.

«Se tutto rafforza il ruolo delle famiglie nella Chiesa e nella società — ha detto il cardinale — maggiore è l’esigenza, specificamente nella proposta cristiana sul matrimonio, di una adeguata preparazione e di un adeguato accompagnamento. Se la parola d’ordine è quella di definire ogni comunità come “famiglia di famiglie”, molte sono le conseguenze in termini di organizzazione pastorale a ogni livello. E tutto questo avviene in una società come la nostra, dove ci sono modi di guardare alla realtà famigliare che non coincidono con la visione cristiana e cattolica del matrimonio, il che esige da noi maggiore consapevolezza di ciò che siamo e di ciò che vogliamo essere. Siamo convinti che la società abbia da guadagnare da una presentazione chiara delle convinzioni e delle scelte personali, in un pluralismo di presenza piuttosto che di assenza di idee e testimonianze». Il patriarca di Lisbona ha osservato che anche per i cattolici più convinti non è sempre facile e lineare l’esperienza del matrimonio, non essendo rare le difficoltà e le rotture da superare. Al riguardo, «il Sinodo dei vescovi è costantemente attento a tali situazioni, seguendo le indicazioni pontificie che ricordano l’indelebile condizione battesimale dei cattolici e il loro posto nella vita e nell’azione della Chiesa, anche in caso di fallimento matrimoniale, e la necessità di accompagnamento, anche quando vengono costituiti altri legami non sacramentali».

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10 dicembre 2019

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