Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Per una ecologia integrale

· Appello dei giovani ·

Cercare nuovi modi, più equi e sostenibili, per gestire l’economia e perseguire lo sviluppo con l’obiettivo di favorire l’accesso al lavoro per tutti. È l’appello rivolto ai governanti, alle organizzazioni internazionali e al mondo imprenditoriale dai giovani protagonisti della gmg di Cracovia. Un gruppo di loro si è dato appuntamento lunedì 25 luglio all’università Jagellonica per dar vita al convegno su «Ecologia integrale. Laudato si’ - I giovani protagonisti del mondo», che segue quello sulla salvaguardia del creato svoltosi nel 2013 in occasione della precedente gmg di Rio de Janeiro.

Promosso dal Pontificio Consiglio per i laici, dalla Pontificia università cattolica Giovanni Paolo II di Cracovia e dal comitato organizzativo della gmg 2016, l’incontro ha coinvolto anche il dicastero vaticano Iustitia et Pax, i ministeri dell’Ambiente italiano e polacco e la fondazione Alberto ii di Monaco. Nel documento finale elaborato al termine dei lavori — durante i quali è stato letto il messaggio di augurio e di incoraggiamento inviato da Papa Francesco — i giovani chiedono a politici e amministratori di riconoscere «il senso umano dell’ecologia e il valore proprio di ogni creatura», perché questo è l’inizio «della giustizia tra le generazioni e il principio del bene comune». Il documento si rivolge anche ai governi e alle imprese, affinché rinuncino «allo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali» e, al contrario, agiscano «in modo responsabile a tutela della casa comune senza cedere alla dittatura del tornaconto immediato», in quanto il creato è «un dono da custodire: altri ce l’hanno consegnato e noi abbiamo la responsabilità di trasmettere a chi verrà dopo di noi».

I giovani lanciano poi un appello a tutti gli uomini di buona volontà perché «si facciano promotori di grandi percorsi di dialogo sull’ambiente nella politica internazionale». L’obiettivo è introdurre nelle politiche nazionali e locali «azioni tempestive ed efficaci di salvaguardia del pianeta». Servono per questo buoni accordi globali che «devono poi essere onorati sul piano giuridico, politico ed economico».

Il documento invoca anche un’informazione completa e processi decisionali trasparenti riguardo agli interventi sulle risorse naturali, alle tecnoscienze e alla difesa del lavoro, perché i cittadini possano «essere consapevoli di ciò che accade, per appoggiare le buone prassi e per lottare contro gli interessi dei gruppi di potere che distruggono irrazionalmente le fonti di vita».

Consapevoli che il rispetto dell’ambiente e la tutela del creato passano per ogni persona, i giovani si impegnano a rinnovare il dialogo a ogni livello. Individuano il bisogno di un confronto che unisca tutti, come insegna l’enciclica di Papa Francesco rivolta a tutti gli abitanti della terra, invitati a «prendere coscienza dei problemi “in modo da coglierne non solo i sintomi ma anche le cause più profonde”». Per questo si dicono disposti in particolare a «coltivare la relazione tra scienza e religione», nella convinzione che «i rispettivi, diversi approcci alla realtà possano entrare in un rapporto intenso e produttivo». Sforzandosi di intraprendere «una conversione ecologica come fraternità verso le creature» e di cercare le vie per un «prudente sviluppo del creato», si propongono poi di realizzare un’ecologia integrale, «costruendo reti comunitarie, capaci di far crescere la cultura della solidarietà» con gesti semplici quotidiani nei quali venga spezzata «la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo».

La strada è anzitutto quella di intraprendere un «diverso stile di vita, più sobrio e più aperto allo stupore e alla meraviglia per il creato», sull’esempio di san Francesco, «che ha vissuto in modo inseparabile la sua preoccupazione per la natura, la semplicità generosa verso i più poveri, l’impegno nella società e la pace interiore». Senza dimenticare di riconoscere e tutelare «la peculiare dignità dell’essere umano, diventando strumenti di riconciliazione e superando frustrazioni, rassegnazione e disinteresse».

I giovani sono fermamente convinti che di fronte al deterioramento globale dell’ambiente, ciò che è più necessario sia la “trasformazione del cuore”. Per costruire veramente un’ecologia integrale che «permetta di riparare tutto ciò che abbiamo distrutto» — assicurano — non sono sufficienti soluzioni di carattere scientifico, tecnico o politico, ma servono «la saggezza, la forza e la speranza che scaturiscono da una visione rinnovata del rapporto tra umanità e ambiente». I giovani, poi, credono che la cura del mondo riguardi anche il patrimonio storico, artistico e culturale e richieda perciò «il costante protagonismo degli attori sociali locali a partire dalla loro propria cultura». Per questo, è necessario promuovere il lavoro come una «via di responsabilità, di impegno per lo sviluppo e di costruzione del futuro», contrastando la tendenza a imporre «uno stile egemonico di vita legato a un modello di produzione».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 febbraio 2020

NOTIZIE CORRELATE