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Ancora vite disperse in mare

· Trentatre profughi morti in due naufragi nell’Egeo nel tentativo di raggiungere l’Europa ·

Una donna e una ragazzina uccise dal gelo al confine tra Turchia e Bulgaria

La tragedia dei profughi in cerca di scampo in Europa ha fatto registrare oggi decine di altre vittime. Sono infatti trentatre i morti finora accertati in due naufragi nell’Egeo al largo delle coste turche. 

Profughi giunti in salvo a Lesbo (Reuter)

Undici vittime, secondo quanto riferito dalla Guardia costiera turca, ci sono state nel naufragio di un’imbarcazione affondata nelle prime ore di questa mattina, dopo ave lasciato le coste turche di Dikili, nella provincia di Izmir, per dirigersi alla volta dell’isola greca di Lesbos. Quasi contemporaneamente c’è stato un analogo naufragio di un’imbarcazioneda salpata da Edremit, nella provincia di Balikesir, a nord di Smirne. In questo caso, la Guardia costiera ha riferito che sono morte ventidue persone. Né meno tragica di quella di quanti affidano al mare le loro speranze è la condizione di chi cerca di percorrere verso l’Europa rotte terrestri. Una donna e una ragazzina sono morte di freddo in una zona di montagna in Bulgaria. Le due vittime, la cui nazionalità non è stata ancora accertata, facevano parte di un gruppo di 19 profughi, tra i quali 11 bambini, che tentavano di passare il confine fra Turchia e Bulgaria, secondo quanto riferito dal ministero dell’Interno bulgaro. Nella zona ci sono trenta centimetri di neve, forti venti e temperature polari.

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23 marzo 2019

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