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Una donna di pace

Analizzando la situazione attuale in Irlanda del Nord, David Stevens, già leader della Corrymeela Community, ha osservato che c’è una prevalenza della pace di tregua sulla più profonda pace di trasformazione, cioè la situazione in cui gli atteggiamenti e le relazioni possono essere cambiati. La prima si può realizzare attraverso gli strumenti politici del processo di pace, mentre invece la fede e la spiritualità possono aiutare a passare dalla pace di tregua alla pace di trasformazione. Secondo il reverendo dottor Ruth Patterson, direttore di Restoration Ministries, «qualsiasi processo di pace diventerà una realtà solo quando cambieranno gli atteggiamenti». Gli atteggiamenti possono cambiare in modo graduale, costruendo relazioni con quanti sono diversi da noi, accettando il rischio di essere aperti e vulnerabili.

Scultura di Maurice Harron «Hands Across the Divide» inaugurata nel 1992 a Derry in Irlanda del Nord

Il dottor Patterson è un ministro presbiteriano, prima donna nell’isola irlandese a essere ordinata per una qualunque denominazione, nonché persona di grande profondità e intuito. All’inizio di quest’anno ha celebrato quarant’anni di ministero. L’Irlanda del Nord ha alle spalle un passato tormentato, ma ci sono state persone e organizzazioni che hanno incarnato la speranza e sono state strumento di guarigione.

Una di queste persone è proprio il reverendo Patterson, il cui cammino di fede e la cui vocazione sono stati fondamentali per l’avvio di Restoration Ministries, gruppo cristiano nato in Irlanda del Nord, che opera per la pace, la restaurazione e la guarigione sin dal 1988. Prima di allora, Ruth Patterson era ministro in una parrocchia presbiteriana, e la decisione di lasciare la parrocchia per lavorare a tempo pieno a Restoration Ministries è stata, come dice lei stessa, la scelta più importante della sua vita.

A Restoration Ministries viene posta grande enfasi sull’ospitalità, la preghiera e l’ascolto; in altre parole, l’approccio si basa su una tradizione spirituale cristiana profonda. L’aspetto pubblico del ministero della Patterson è assorbito dai suoi impegni come oratrice, quello privato, invece, dal ministero dell’ascolto. Il suo ministero di ascolto e di preghiera, grazie al quale le persone possono affrontare ricordi dolorosi in un ambiente confidenziale, ha aiutato molti a rivedere e, in una qualche misura a guarire, parti esiliate di se stessi. Il suo approccio di ascolto, preghiera e perdono favorisce la speranza e alimenta la vita interiore. Come afferma Ruth Patterson, «le persone non riusciranno ad andare oltre fino a quando qualcuno non avrà ascoltato la loro storia». L’approccio di Restoration Ministries è sensibile e non assertivo: si lascia ogni persona libera di stabilire quanto, in quel particolare momento, desidera andare lontano e in profondità nel suo cammino di guarigione e di riconciliazione.

Il fine di Restoration Ministries è di aiutare le persone a compiere almeno un passo avanti e un passo più in profondità nel loro cammino di vita e di fede. Ruth Patterson insegna che «è nell’ambito dell’anima, ovvero nella nostra mente, nelle nostre emozioni e nella nostra volontà che sorge la maggior parte delle nostre difficoltà». È ben consapevole della necessità di riconciliazione tra diverse comunità in Irlanda del Nord: «Sono pochissime — sempre che ci siano — le situazioni conflittuali nel mondo, la cui causa deriva dal momento presente. Quasi sempre proviene da un battito di tamburo ancestrale, dove un senso di offesa, ingiustizia o abuso, reale o immaginato, è rimasto lì, non affrontato o represso, per molto tempo. In Irlanda del Nord, e in tutta l’isola nel suo insieme, non siamo estranei a simili scenari».

La pace duratura, frutto della pazienza è anche «frutto dell’amore, il quale va oltre quanto può apportare la semplice giustizia» come dice la Gaudium et spes. Se, come ha detto Thomas Merton, «la radice della guerra è la paura» è chiaro che non si possono riparare in tempi rapidi lunghi secoli di inimicizia. Nel promuovere la pace serve invece impegno verso la speranza, che alla fine favorirà e preparerà un futuro comune per ogni cittadino del paese: «Penso che si potrebbe affermare che il 99 per cento delle persone che vengono da noi a Restoration House hanno un problema con il perdono».

Ruth Patterson ha scritto diversi libri, che fondano l’impegno per la riconciliazione di Restoration Ministries nel ministero di riconciliazione di Gesù stesso, in una spirituale che supera le divisioni confessionali. Affinché un incontro possa essere definito «ecumenico», deve esserci un’intenzione riconciliatrice, e spesso questo è implicito in ciò che il reverendo Ruth Patterson fa e in ciò che Restoration Ministries rappresenta. Questi incontri favoriscono la chiamata all’unità, non solo attraverso gli impegni della Patterson come oratore e la stretta cooperazione con diverse Chiese, ma anche perché la collega del reverendo a Restoration Ministries, Rose Ozo, è cattolica. In tutti i documenti scritti, Restoration Ministries dichiara di essere non denominazionale; ciò la rende una voce indipendente che mira a parlare da una prospettiva cristiana che non è né cattolica né protestante di per sé, ma che invece abbraccia entrambe le prospettive concentrandosi piuttosto su Dio.

Nel cammino di restaurazione e di perdono, che fanno ambedue parte del processo di riconciliazione, la Patterson sottolinea l’importanza del ricordare. Spiega che «ricordare significa “ridare sostanza al passato”. Non che dobbiamo dimenticare il dolore o il passato, ma dobbiamo onorarlo attraverso un ricordo profondo». Tuttavia, il solo ricordare non può portare guarigione e non basta a liberarci dall’essere prigionieri del passato. Lo strumento di guarigione e di trasformazione è «il lavoro interpretativo che una persona svolge con la memoria».

La Patterson riconosce il bisogno di riconciliazione interiore, che ognuno di noi deve intraprendere nel suo percorso di vita. Sottolinea che «il più grande cammino di pacificazione che compiremo è in noi stessi» e afferma inoltre che «dentro ognuno di noi c’è il desiderio, la fame di significato, di una spiritualità più profonda, di maggiore spazio a Dio. Molto spesso nel nostro cammino terreno ci vengono donati momenti di consapevolezza, di riconoscimento, dove il velo viene sollevato».

«Le temps d’une pause» di Odile Escoliere a pagina 19 il logo di Restoration Ministries

La memoria spesso ci limita rispetto a ciò che abbiamo sperimentato, buono o cattivo, mentre la speranza ci fa concentrare su Dio, e in lui troviamo infinite possibilità di scoperte sempre nuove nella vita. L’invito a renderci conto che siamo amati da Dio viene spesso ribadito da Ruth Patterson, la quale sostiene che «se lo accettassimo», se davvero credessimo di essere profondamente amati da Dio, «non ci sarebbe bisogno di Restoration Ministries, poiché ci sapremmo amati, in pace con noi stessi e con Dio»; per questo, «in sostanza siamo chiamati a essere un ponte tra i tempi. Tra il mondo come era e come sarà, tra la Chiesa come era e come sarà, tra l’Irlanda come era e come sarà».

Attraverso il suo lavoro, Restoration Ministries è anche «preparatore del cammino». Il suo ministero, pur avendo un carattere unico, con l’accento posto sull’ascolto, è radicato nella solida tradizione biblica cristiana; attinge saggezza e incoraggiamento da quanti hanno percorso prima questo cammino. Ciò emerge in modo particolarmente chiaro negli incontri pubblici, dove il reverendo Ruth Patterson condivide le sue riflessioni, di solito illustrando alcuni valori cristiani profondi, grazie all’esame attento dei racconti delle Scritture.

di Iva Beranek

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09 dicembre 2019

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